Saints Row, la recensione

(Adnkronos) - La serie Saints Row è stata uno dei fiori all'occhiello del defunto publisher THQ, che dal 2006 al 2013 ha sfornato una grande quantità di episodi per una serie spaccona che si prendeva gioco degli open world d'azione à la GTA esagerando con l'umorismo e le esplosioni. Il publisher che ne ha acquistato i diritti, Deep Silver, ha deciso di affidare agli sviluppatori di Volition un reboot della saga che riparte completamente da zero, senza nessuno dei personaggi che avevamo imparato a conoscere nei giochi precedenti. The Boss, Kevin, Eli e Neenah sono quattro giovani adulti che si troveranno a formare il primissimo gruppo di Saints, in lotta con altre fazioni per il controllo della città di Santo Ileso. Purtroppo, già dalla caratterizzazione di questi quattro protagonisti scopriamo uno dei difetti più macroscopici di questo reboot: la scrittura. I quattro personaggi principali non ricordano minimamente i criminali dei giochi precedenti, così come la loro ironia manca della giusta sagacia e scorrettezza. Sebbene ci siano dei momenti ilari nel gioco, il tutto sembra fin troppo forzato e senza particolari picchi, così come le motivazioni e la caratterizzazione degli antagonisti, che mancano di mordente.

Dal punto di vista del gameplay, il reboot di Saints Row è un action in terza persona open world spaccone che mette a disposizione del giocatore una grandissima quantità di armi, e non lesina dal punto di vista delle esplosioni e delle situazioni affollate. Se è la carneficina che cercate, di sicuro in questo gioco non manca. Alcuni momenti sono davvero divertenti, grazie al caos sullo schermo. Ogni protagonista ha abilità specifiche, così come le fazioni rivali (in tutto tre), ma basta che muoia uno solo dei vostri alleati per determinare il game over. Ci sono pochi secondi a disposizione per soccorrere un amico morente, ma spesso è molto difficile districarsi tra i fuochi della battaglia per raggiungerlo ed evitare così il fallimento della missione. Se l'intelligenza artificiale non è delle più affidabili quando si gioca da soli, grazie alla modalità co-op le cose migliorano e diventano meno frustranti. Purtroppo però, a parte le missioni più caotiche non c'è nulla che incentivi troppo l'esplorazione: la città ha pochi elementi interattivi e gli unici edifici nei quali si può entrare sono i negozi di vestiti, armi e veicoli. Un po' poco per una riproduzione di Las Vegas che non ci mette a disposizione nemmeno un casinò nel quale fare macello.

Il reboot di Saints Row riprende lo stile cartoonesco dei precedenti, ma fallisce nel mostrare i muscoli sulle console di ultima generazione. Il risultato è una grafica sottotono, alla quale si aggiungono glitch di varia natura e un'intelligenza artificiale non esattamente in forma. Detto questo, il gioco ha comunque i suoi picchi, e risponde perfettamente alle esigenze dei giocatori che vogliono esplosioni a iosa: è innegabile che far esplodere un aereo o causare incidenti esplosivi può dare soddisfazione, alcune missioni sono davvero divertenti, e in diversi momenti fanno dimenticare la realizzazione tecnica altalenante, la ripetitività, o le battute che virano pericolosamente verso il cringe. Va considerato però che Saints Row The Third Remastered, giocabile su tutte le piattaforme su cui è uscito questo Saints Row del 2022, risulta ancora il migliore episodio della serie ed è disponibile a una considerevole frazione del prezzo di questa nuova uscita.

Formato: PS5, PS4, Xbox One, Xbox Series X|S (versione testata), PC, Stadia Editore: Deep Silver Sviluppatore: Volition Voto: 6/10