Saipem, crescono ricavi trim3, ma Ebitda resta in rosso, titolo giù

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Un operaio Saipem presso un cantiere a Genova

di Giancarlo Navach

MILANO (Reuters) -Saipem chiude il terzo trimestre con ricavi pari a 1,9 miliardi di euro, in crescita del 9,3% rispetto allo stesso periodo del 2020 e del 18% sul secondo trimestre, mentre l'Ebitda adjusted è negativo per 25 milioni.

A pesare sui conti alcuni problemi legati a progetti nell'eolico offshore.

I risultati non sono piaciuti al mercato perché sotto le attese degli analisti: alle 14,20 il titolo cede l'8,44% a 1,99 euro, il peggiore del listino milanese proprio nel giorno in cui la oil service alza il velo anche sul piano strategico al 2025, candidandosi ad avere un ruolo importante nella transizione energetica.

Il piano, presentato oggi alla comunità finanziaria da parte della società controllata da Eni e Cdp, punta a creare una "nuova Saipem" con obiettivi di sviluppo "nel settore delle energie tradizionali, nella transizione energetica e nelle infrastrutture sostenibili, operando come abilitatore tecnologico di strategie low carbon", ha sottolineato l'AD Francesco Caio.

Sulla reazione in Borsa, "è il mercato che decide e, oggi, pensiamo di avere indicato una strada e su quella il mercato ci misurerà", ha poi aggiunto il manager.

Per quanto riguarda i risultati dei nove mesi, l'Ebitda adjusted è negativo per 291 milioni di euro e sconta maggiori costi per attività offshore wind di 170 milioni rispetto a quanto recepito nei conti al 30 giugno scorso.

Il risultato netto adjusted registra una perdita di 862 milioni di euro (perdita di 210 milioni di euro nei primi nove mesi del 2020).

I ricavi ammontano a circa 5,1 miliardi (5,4 miliardi nei primi nove mesi del 2020).

L'outlook per la seconda metà del 2021 prevede ricavi per circa 4,5 miliardi, Ebitda adjusted positivo, investimenti tecnici attesi per circa 250 milioni di euro e indebitamento finanziario netto a fine anno post-Ifrs 16 intorno a 1,7 miliardi.

"I risultati del terzo trimestre segnano un primo, significativo miglioramento rispetto al secondo trimestre dell'anno in tutte le divisioni di business di Saipem, nonostante la congiuntura legata alla crisi pandemica e le difficoltà legate all'esecuzione di alcuni progetti nell'eolico offshore", evidenzia Caio.

Il piano vede tra gli obiettivi la riduzione della base costi complessiva di circa 100 milioni nel 2022 che saliranno progressivamente a circa 300 milioni annui a regime nel 2025. E' prevista la chiusura di 14 uffici all'estero ritenuti non strategici.

Il comunicato dettaglia che nel periodo di piano i ricavi sono previsti in crescita a un tasso medio anno del 15% fino al 2025 grazie al contributo del backlog al 30 settembre scorso per circa 24,5 miliardi, delle nuove opportunità commerciali e delle favorevoli prospettive di crescita previste nella perforazione.

Saipem sottolinea che il 2022 sarà l'anno della transizione in cui ricavi e margini sono previsti in crescita grazie al contributo significativo delle attività offshore e delle perforazioni, i cui segnali di ripresa sono già visibili oggi.

Nel 2023 l'Ebitda adjusted è previsto riavvicinarsi ai livelli pre-Covid per raggiungere una marginalità a doppia cifra nella seconda parte del piano.

Per sostenere la crescita che caratterizza la nuova strategia di Saipem sono previsti investimenti cumulati nell'arco di piano per circa 1,5 miliardi.

Per Caio l'area del Golfo resta centrale per agganciare la ripresa degli investimenti nel settore in scia dell'aumento del prezzo del greggio: "E' una delle regioni dove vediamo la ripresa degli investimenti ed è una delle aree dove siamo presenti da tempo e se gli investimenti arriveranno pensiamo di essere fra quelli che ne beneficeranno".

La divisione del drilling onshore e offshore resta una parte importante del piano, "e siccome stiamo parlando di un piano di crescita ci potranno essere business che escono e business che entrano", si è limitato a dire il numero uno di Saipem.

La società ha, infine, fornito un aggiornamento sul progetto Lng in Mozambico sul quale lo scorso 26 aprile Total ha dichiarato per ragioni di sicurezza la force majeure.

"Il progetto riprenderà intorno alla metà del prossimo anno", ha sottolineato il Cfo, Antonio Paccioretti. La società non si attende contributi significativi dal progetto nella parte restante del 2021, con l'eccezione del rimborso di costi già sostenuti e da sostenere per la sospensione e la sicurezza. Il progetto rimane nel portafoglio ordini al 30 di settembre per un ammontare di circa 3,6 miliardi.

(Giancarlo Navach, in redazione a Milano Sabina Suzzi, Gianluca Semeraro)

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