##Sala scuote i Verdi italiani, entro luglio congresso costituente

Red
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Image from askanews web site
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Milano, 12 mar. (askanews) - "Ormai il mondo lo cambi dalle grandi città, fai come il sindaco di New York che ha annunciato l'eliminazione degli acquisti di carni lavorate per scuole, ospedali e carceri. Non è più come una volta quando per qualsiasi cosa dovevi chiedere alle segreterie dei partiti a Roma". È così che uno storico ambientalista milanese, il consigliere comunale Enrico Fedrighini, spiega la scelta improvvisa del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, di aderire ai Verdi Europei, senza passare dall'iscrizione alla componente italiana del partito ecologista continentale. "Nessuna sorpresa né sensazione di essere stati bypassati" conferma la co-portavoce nazionale della Federazione dei Verdi, Elena Grandi, che da gennaio ha ricucito con Sala dopo un contrasto che risale a gennaio 2020.

Di certo nel mondo dei Verdi italiani "adesso si sta rimettendo in moto tutto" e l'orizzonte è quello di giugno o luglio, quando a Chianciano, oppure online se la pandemia non lo permetterà, si terrà un congresso che tutti definiscono come costituente. L'ambizione è infatti quella di dare vita a un nuovo "soggetto ecologista ampio e inclusivo che coinvolga cittadini e associazioni, sul modello tedesco dei Grünen tedeschi", cioè Europa Verde. Un partito, spiega Grandi, "che sappia parlare di economia e di un nuovo sviluppo basato sui lavori verdi, di transizione ecologica e di giustizia ambientale e sociale. Questi mondi si raccolgono in tanti modi, non vogliamo più essere i Verdi e basta, ma collante di tanti mondi, anche di area cattolica, come quello che si riconoscono nell'enciclica Laudato si' di Papa Francesco".

Tra i Verdi italiani, ribadisce Grandi, "non c'è stato alcun commissariamento né c'è la sensazione di essere stati tagliati fuori da qualcosa. C'è anzi grandissima soddisfazione" per avere incassato l'appoggio di un amministratore in grado di alzare la palla a livello internazionale. "Sala - ricorda Fedrighini - è presidente dell'unità operativa dei sindaci del mondo C40 per la ripresa post Covid. È convinto che le elezioni si vincono sui temi ambientali e su questo ha trovato naturalmente, non solo come sindaco di Milano ma anche come membro del C40, i Verdi non italiani ma europei come alleati naturali. È un'alleanza basata sul pragmatismo, non sull'ascolto del lamento da tastiera via Faceboook, la politica deve dare risposte".

Nel frattempo la palla passa nelle mani dei Verdi italiani, che già in questi giorni sono in fermento, dopo che l'ex presidente di Legambiente ed ex deputata di Leu Rossella Muroni ha fondato alla Camera il gruppo ecologista "Facciamo Eco-componenti Verdi", al quale hanno aderito anche l'ex di +Europa Alessandro Fusacchia e l'ex ministro pentastellato Lorenzo Fioramonti, riportando i Verdi e il loro simbolo in Parlamento. Uno dei nodi da sciogliere sarà proprio il rapporto con il M5s, che dopo la nascita del Governo Draghi ha tentato una sterzata ambientalista. "Cercano di salvarsi, Grillo sta cercando di recuperare la stella dell'ecologismo. Stiamo a vedere, noi guardiamo con tutta la preplessità concessa a un partito che da tre anni governa alleandosi con tutti ha detto tutto e il contrario di tutto" conclude Grandi anche se per Fedrighini Grillo va considerato come un "alleato potenziale, non come concorrente" perché "c'è spazio per tutti, una prateria non utilizzata".