Salari alti e tasse basse, ora Boris Johnson promette miracoli

·4 minuto per la lettura
(Photo: OLI SCARFF via Getty Images)
(Photo: OLI SCARFF via Getty Images)

Il Regno Unito è alle prese con un Autunno di disagi – dagli scaffali vuoti alla crisi del carburante, fino all’allarme maiali – ma per Boris Johnson le difficoltà di oggi sono il prezzo da pagare per “ricostruire meglio” l’economia britannica, ora che il paese è libero dalle catene dell’Unione europea e che la pandemia è stata domata grazie alla “pozione magica inventata a Oxford” (alias il vaccino AstraZeneca). Il premier ha concluso oggi la conferenza annuale del Partito conservatore a Manchester con un discorso all’insegna delle magnifiche sorti e progressive che attendono la popolazione britannica: un ottimismo che stride con le scene di panico delle ultime settimane, quando la congiuntura tra penuria di manodopera in alcuni settori e carenza di carburante ha fatto scattare paragoni con il famigerato “Inverno del malcontento” alla fine degli anni Settanta.

La crisi di oggi – osserva l’Associated Press – non è certo drammatica come quella che spinse migliaia di lavoratori in sciopero a paralizzare i servizi essenziali, portando infine all’elezione di Margaret Thatcher. Ciononostante, è un dato di fatto che il paese stia attraversando la perturbazione economica più grave e diffusa degli ultimi anni. La pandemia, che ha messo in ginocchio gran parte dell’economia, e la Brexit, che ha reso più difficile per i cittadini dell’Ue lavorare nel Regno Unito, si sono combinate per sbilanciare l’economia.

La promessa di BoJo è riassunta nello slogan della Conferenza, preso in prestito tale e quale dalla Casa Bianca di Joe Biden: “Build Back Better”, ricostruire meglio. “Stiamo affrontando i nodi più strutturali della nostra economia e della nostra società, problemi che nessun altro governo prima di noi ha mai avuto il fegato di risolvere”, ha rivendicato. “Non torneremo allo stesso modello, vecchio e sbagliato, fatto di salari bassi, scarsa crescita, poche competenze e bassa produttività”. Quel modello, secondo Johnson, si basava sulla “vecchia leva della migrazione incontrollata” dai paesi Ue come “freno all’aumento dei salari”, un’affermazione che molti economisti contestano. Ora che questo problema non c’è più grazie alla Brexit, il Regno Unito è pronto per prendere “una nuova direzione” fatta di “alti stipendi, alte competenze, alta produttività e, sì, un’economia a bassa tassazione”.

Ma la rivoluzione non si fa dall’oggi al domani, così Johnson ha dovuto ammettere che “ci vorrà tempo” e “potrebbero esserci delle turbolenze”. Una di queste “turbolenze” è certamente l’aumento delle aliquote contributive approvato all’inizio di settembre, deciso per finanziare il deficit del Servizio sanitario nazionale, ingigantito dall’emergenza Covid. Le altre sono quelle che da settimane paralizzano alcuni settori - come i trasporti e l’industria della carne - le cui catene di approvvigionamento sono completamente saltate. In questo quadro, c’è la preoccupazione – anche tra i conservatori - che l’inverno possa mettere a dura prova le finanze dei cittadini britannici a causa dell’aumento dei prezzi e del caro bollette, un problema comune dovuto all’impennata globale dei prezzi del gas naturale. Ancora da valutare, poi, è l’impatto della più grande riduzione del welfare nella storia britannica: nell’ultima settimana il governo ha messo fine a due programmi di sostegno al reddito, tra cui l’Universal Credit, che ha aiutato più di 4 milioni di famiglie a sbarcare il lunario durante la pandemia.

Tutte queste criticità non hanno impedito a BoJo di sfoggiare il suo ottimismo. La chiave di volta è sempre lei, la Brexit, che finalmente garantisce al governo britannico la libertà di agire “in modo diverso”. L’uscita dall’Ue – ha ripetuto il premier – ci darà la possibilità di “soddisfare la nostra ambizione di diventare una superpotenza in campo scientifico”, con riferimento agli investimenti annunciati di recente sull’intelligenza artificiale. “L’accordo Aukus” – il patto dei sottomarini tra Washington, Londra e Canberra - “è un esempio di ciò che il Regno Unito può ottenere al di fuori dell’Ue”, ha rimarcato: “un accordo audace e brillante, esempio eccellente di una Gran Bretagna globale in azione”, e “semplicemente il riconoscimento del fatto che il mondo sta ruotando il suo asse economico”.

Nella kermesse Tory, la prima in presenza dopo quella del 2019 segnata dalla promessa “Get Brexit Done!”, lo spazio per le ombre è stato volutamente ridotto al minimo. Tra selfie e bagni di folla, il premier si è fatto fotografare in sella a una bicicletta elettrica nel centro congressi di Manchester. Dopo il rimpasto di governo a metà settembre, Johnson ha usato la Conferenza del partito come trampolini di lancio per il suo “Build Back Better”. Ora che la Brexit è stata “consegnata”, il prossimo passo è consegnare il “livellamento” del Regno Unito, diffondendo opportunità economiche oltre il sud dell’Inghilterra dove tradizionalmente si concentra la maggior parte degli affari e degli investimenti. Quella promessa lo ha aiutato a vincere i voti della classe operaia in aree che a lungo sono state roccaforti del Partito laburista di centrosinistra. Ma le conseguenze sottovalutate della Brexit, il conto della pandemia e una congiuntura globale sfavorevole minacciano di rendere il terreno ancora più sdrucciolevole.

Britain's Prime Minister Boris Johnson sits inside a hydrogen-powered car as he visits the stalls on the third day of the annual Conservative Party Conference at the Manchester Central convention centre in Manchester (Photo: PAUL ELLIS via Getty Images)
Britain's Prime Minister Boris Johnson sits inside a hydrogen-powered car as he visits the stalls on the third day of the annual Conservative Party Conference at the Manchester Central convention centre in Manchester (Photo: PAUL ELLIS via Getty Images)

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

Leggi anche...

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli