Salari, in Giappone gli aumenti più bassi da 8 anni

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 17 mar. (askanews) - Quando i giapponesi parlano di "offensiva di primavera" (shunto) non si riferiscono a un attacco di guerra, ma alle annuali negoziazioni sugli aumenti salariali che avvengono, appunto, con i primi vagiti di primavera. Sbocciano i fiori di ciliegio e fioriscono gli stipendi. Quest'anno però le imprese nipponiche devono fare i conti con la crisi pandemica e sul tavolo sono stati messi aumenti fino a un massimo del 2 per cento, il dato più basso dal 2013.

Negli anni passati, anche a causa dell'invecchiamento della popolazione e della carenza di forza lavoro, c'erano stati aumenti salariali più robusti. Ma in quest'ultimo anno di crisi pandemica molte imprese si sono trovate in difficoltà e sono riuscite a mantenere i livelli d'organico solo grazie agli aiuti arrivati dal governo.

Gli aumenti salariali messi in campo dalle imprese, così, sono fino al 2 per cento ed è un problema. Questi incrementi sono un importante punto di riferimento per le politiche economiche e monetarie del paese, perché servono a capire quale può essere la capacità di spesa delle famiglie e se l'obiettivo d'inflazione del 2 per cento verrà centrato.

Nel settore auto la Toyota, che spesso fa da cartina di tornasole per l'andamento dello shunto, ha messo sul tavolo un aumento mensile di 9.200 yen (70,7 euro), 600 yen in più rispetto allo scorso anno, ma non ha specificato se l'aumento è relativo alla paga base. Ha inoltre offerto un bonus pari a sei mesi di stipendio.

Nissan Auto, dal canto suo, ha offerto 7mila yen (53,8 euro), immutato rispetto all'anno passato, e un bonus pari a cinque mesi. Matsuda non ha fatto offerte di aumento, mettendo sul piatto un bonus da 4,7 mesi. Nel settore dell'elettronica, Fujitsu ha offerto la stessa cifra dello scorso anno, 1.000 yen (7,7 euro) di aumento mensile.

In altri comparti, come quello del trasporto aereo colpito duramente dalla crisi pandemica, le richieste di aumento salariale sono state messe in un cassetto.

Lo "shunto" è un rituale che rientra nella tradizione delle relazioni industriali giapponesi, da molti anni non conflittuali. Tuttavia va anche segnalato che, diversamente dal passato, oggi circa il 40 per cento della forza lavoro è rappresentata da lavoratori part time che non sono iscritti a sindacati.