Saldi invernali 2020: il calendario degli sconti regione per regione

saldi invernali

Con l’arrivo del 2020 iniziano anche i saldi invernali. Ebbene, entriamo nei dettagli e scopriamo assieme le date di partenza e il calendario completo regione per regione.

Saldi invernali 2020

Nella maggior parte delle regioni italiane i saldi invernali partono dal 4 gennaio. Tuttavia vi sono, anche in questo caso, delle eccezioni e per questo vedremo assieme quando è possibile usufruire degli sconti nelle varie regioni.

In Abruzzo, Calabria, Campania, Lombardia, Puglia, Toscana i saldi sono previsti dal 4 gennaio al 3 marzo 2020. In Emilia Romagna, Umbria, Molise e Sardegna i saldi invernali partono sempre il 4 gennaio, per una durata massima di 60 giorni. Corrispondono ad 8 settimane invece, i giorni a disposizione in Piemonte, mentre nel Lazio è possibile usufruire degli sconti per 6 settimane. Partono dal 4 gennaio anche i saldi in Friuli Venezia Giulia, mentre in Sicilia risultano disponibili dal 2 gennaio al 15 marzo 2020. In Basilicata dal 2 gennaio al 2 marzo 2020, mentre nelle Marche dal 4 gennaio al giorno 1 marzo 2020. Per finire, tra le altre regioni ricordiamo la Liguria, con il periodo di saldi che va dal 4 gennaio al 17 febbraio 2020, il Veneto dal 4 gennaio al 28 febbraio 2020 e la Valle D’Aosta dove cominciano dal 2 gennaio, con una durata massima pari a 60 giorni.

Anche quest’anno il periodo dei saldi arriva in un momento in cui i dati riguardanti i consumi non sono alle stelle. I commercianti, infatti, sperano di riuscire a dare una scossa al trend. A dimostrazione di ciò i dati forniti dall’Istat qualche settimana fa in merito alle prospettive dell’economia italiana. “Per il 2019 si prevede un incremento dei consumi delle famiglie in termini reali (+0,6%) in rallentamento rispetto all’anno precedente, che si accompagnerebbe a un deciso aumento della propensione al risparmio”. Le prospettive, inoltre, sono allo stesso tempo piatte anche per il 2020 con la crescita della spesa che “è prevista della stessa intensità (+0,6%), sostenuta dai miglioramenti del mercato del lavoro”.