Sale l’incidenza, l'Rt cala. Marche, Liguria, Trento da lunedì in zona gialla, il Veneto subito

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ALBERTO PIZZOLI VIA AFP VIA GETTY IMAGES (Photo: ALBERTO PIZZOLI VIA AFP VIA GETTY IMAGES)
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Incidenza sempre più su in Italia, arrivata a toccare quota 241 casi per centomila abitanti, in forte aumento rispetto ai 176 per centomila di una settimana fa.
Ancora in leggero calo l’indice Rt invece, che scende da 1,18 a 1,13. Sono i dati della Cabina di regia per il monitoraggio settimanale, forniti dall’Istituto Superiore di Sanità.

L’RT CALA, L’INCIDENZA SALE. L’incidenza settimanale a livello nazionale è in netto aumento: 241 per 100.000 abitanti (dal 176 della scorsa settimana). Nel periodo 24 novembre - 7 dicembre 2021, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,13, leggermente in diminuzione rispetto alla settimana precedente ma al di sopra della soglia epidemica. È stabile, ma ancora sopra la soglia epidemica, l’indice Rt ospedaliero a 1,09.

OSPEDALI. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è al 9,6%, quello dei ricoveri sale al 12,1%. Dal monitoraggio della Cabina di Regia emerge che 9 Regioni e Province autonome superano questa settimana la soglia di allerta del 10% di occupazione per casi Covid nelle terapie intensive. Sono Calabria (11,8%), ER (11,9%), FVG (18,3%),Liguria (13,7%), Marche (16,7%),Molise (10,3%), PA Bolzano (18%), PA Trento (21,1%), Veneto (15%). Otto superano invece la soglia di allerta del 15% per l’occupazione dei reparti di area medica: Calabria (20,8%), FVG (22,6%), Liguria (17,9%), Marche (15,6%), PA Bolzano (16%), PA Trento (17,6%), Valle d’Aosta (18,2%), Veneto (16%).

REGIONI. “Una Regione è classificata a rischio alto, 18 Regioni risultano classificate a rischio moderato. Tra queste, 3 sono ad alta probabilità di progressione a rischio alto. Mentre per una Regione non è stato possibile valutare la progressione. Due Regioni sono classificate a rischio basso”, evidenzia il report dell’Istituto superiore di sanità. “Sono 13 le Regioni che riportano un’allerta di resilienza, una Regione riporta molteplici allerte di resilienza”, aggiunge il report. Da lunedi Liguria, Marche, Provincia
Autonoma di Trento passeranno in zona gialla, il Veneto con ordinanza del governatore Luca Zaia anticipa e passa subito in zona gialla.

IL CASO VENETO. Il Veneto anticipa al fine settimana la zona gialla, con un’ordinanza di “principi e raccomandazioni”, e precede quella ministeriale che sarebbe scattata lunedì. Ad annunciarlo oggi il presidente Luca Zaia, il cui provvedimento sarà valido fino al 16 gennaio. Il virus corre e si cerca di anticiparne le mosse. Il ritmo dei contagi è pesante - oggi altri 5.557 positivi - e per Zaia “se siamo fortunati avremo il picco tra fine dicembre e la prima settimana di gennaio: adesso l’infezione è venuta da Est, sta scendendo e si sposterà come una perturbazione; ci attraverserà e spero si dilegui”. Dunque al via la stretta. Mascherina obbligatoria all’aperto da subito, quindi, ad eccezione dei bambini sotto i 6 anni e dei soggetti con patologie e disabilità. Per gli operatori sanitari e socio-sanitari, viene inoltre aumentata ogni 4 giorni la frequenza dei test per lo screening - finora era a 10 giorni - indipendentemente dallo stato di vaccinazione; lo stesso avviene al momento del ricovero e ogni 4 giorni per i degenti. Per gli ospiti delle case di riposo lo screening è all’ingresso e ogni 7 giorni. Tra le altre disposizioni, vi è l’obbligo per una sola persona di accompagnamento ai pazienti negli ospedali e per le visita in ospedali e Rsa. Sospese le visite alle case di riposo ai minori di 12 anni, e i rientri in famiglia degli ospiti. Nelle scuole, il testo ribadisce che in caso di un positivo in classe si attende l’esito del test, con quarantena. Vi è poi il capitolo delle raccomandazioni, tra cui l’autoisolamento in caso di sintomi riconducibili al Covid, con la comunicazione al medico di base e l’effettuazione di un tampone, l’adesione alla campagna vaccinale alle persone non vaccinate o con percorso incompleto, e a un intervallo minimo tra le dosi. Gli Enti locali vengono infine invitati a prendere misure per evitare assembramenti nei luoghi pubblici. Singolare anche l’invito al test in caso di le feste, pranzi e cene nei nuclei familiari. “Sono ‘estranei’ da un punto di vista epidemiologico - ha sottolineato Zaia - e consigliamo di fare un test rapido, che sarà anche contestato, ma è meglio che senza”. “Non vogliamo complicare la vita - ha commentato il presidente veneto - ma chiedere la collaborazione ai cittadini. Siamo convinti di poter fare un grande lavoro nelle prossime settimane, che sono quelle cruciali. La curva potrà andare su ancora un paio di settimane. Ci sarà il freddo, le festività e le visite in famiglia, ma vanno tutelati soprattutto gli anziani, che sono quelli più toccati dall’ospedalizzazione”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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