Sale l'incidenza dei contagi, Rt stabile

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(Photo: ALBERTO PIZZOLI via AFP via Getty Images)
(Photo: ALBERTO PIZZOLI via AFP via Getty Images)

È stabile, dopo 5 settimane consecutive di crescita, l’indice Rt in Italia, che si attesta a 1,21, stesso dato della settimana scorsa. Ancora in netta crescita invece l’incidenza, salita a 98 casi per centomila abitanti contro i 78 per centomila della settimana precedente. È quanto comunica l’Iss alla luce dei dati della cabina di regia in corso questa mattina. “L’incidenza settimanale a livello nazionale - si legge nel report - continua ad aumentare: 98 per 100mila abitanti nel periodo 12-18 novembre, contro 78 per 100mila abitanti nel periodo 05 ottobre - 11 novembre. Sono i dati flusso Ministero Salute.
Nel periodo 27 ottobre - 9 novembre 2021, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,21 (range 1,14 - 1,26), stabile rispetto alla settimana precedente e al di sopra della soglia epidemica. È invece in leggera diminuzione, ma ancora sopra la soglia epidemica, l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero (Rt = 1,09 (1,04-1,14) al 9 novembre contro Rt = 1,14 (1,1-1,19) al 2 novembre.

Salgono le terapie intensive e i ricoveri

Nell’ultima settimana crescono ancora ricoveri e terapie intensive: “Il tasso di occupazione in terapia intensiva é al 5,3%% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 18 novembre) contro il 4,4% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute all′11 novembre). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale al 7,1% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 18 novembre) contro il 6,1% all′11 novembre”.

In forte crescita i casi non associati a catene di trasmissione

È in forte aumento, poi, il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (15.773 contro 11.001 della settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è stabile (34% contro 34% la scorsa settimana). È invece in diminuzione la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (45% contro 48%) ed aumenta la percentuale di casi diagnosticati attraverso attività di screening (21% contro 18%).

Tutte le regioni a rischio moderato. Friuli e provincia di Bolzano record di incidenza

Tutte le 21 Regioni e le province autonome risultano classificate a rischio moderato nell’ultima settimana di monitoraggio, contro le 20 di sette giorni fa. Nessuna Regione supera le soglie che portano alla zona gialla. Per l’ufficialità di un’altra settimana con tutta la Penisola in bianco occorrerà però attendere il pomeriggio, visto che in alcune aree soprattutto la situazione è comunque allarmante, particolarmente rispetto all’incidenza, e la valutazione degli esperti è ancora in corso. Una Regione, e cioè il Friuli Venezia Giulia, è ad alta probabilità di progressione a rischio alto secondo. 11 Regioni riportano un’allerta di resilienza, mentre nessuna riporta molteplici allerte di resilienza. La Provincia autonoma di Bolzano e il Friuli registrano questa settimana i valori massimi di incidenza di casi Covid: il valore è pari a 406 per 100mila abitanti a Bolzano ed a 289,3 in Friuli. Registrano inoltre i valori più alti per l’occupazione delle terapie intensive e dei reparti di area medica: il Friuli ha un tasso di occupazione del 13,1% per le intensive (sopra la soglia massima del 10%) e del 14,8% per l’area medica (vicino alla soglia massima del 15%). Bolzano registra rispettivamente un tasso dell′11,3% per le intensive e del 14,2% per l’area medica. Le Marche invece superano leggermente (10,5%) la soglia delle intensive, ma i ricoveri ordinari sono al 6,6%. Preoccupano le terapie intensive anche in Lombardia (9,1%), nel Lazio (9,4%), in Sicilia (9,5%) e in Valle d’Aosta (9,6%), tutte però con il tasso dei ricoveri ordinari ancora lontano dal 15%.

Iss: serve più copertura vaccini e richiami

“Nell’attuale contesto di riapertura, una più elevata copertura vaccinale, il completamento dei cicli di vaccinazione ed il mantenimento di una elevata risposta immunitaria attraverso la dose di richiamo nelle categorie indicate dalle disposizioni ministeriali vigenti, rappresentano gli strumenti principali per prevenire significativi aumenti di casi clinicamente gravi di covid-19 e favorire un rallentamento della velocità di circolazione del virus SARS-CoV-2” si legge nella bozza del report. L’Iss sottolinea anche l’importanza di rispettare le altre misure per limitare la circolazione del virus. “In considerazione dell’attuale trend epidemiologico e della contemporanea circolazione di altri virus respiratori come l’influenza si sottolinea l’importanza di rispettare rigorosamente le misure raccomandate sull’uso delle mascherine, del distanziamento fisico - prevenendo le aggregazioni - e dell’igiene delle mani” è scritto nel report.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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