Salerno, traffico di rifiuti per 240 milioni: due ai domiciliari

Salerno, 6 dic. (LaPresse) - Sono finiti ai domiciliari ad Agropoli, nel salernitano, gli amministratori di una società che trafficava rifiuti per milioni di euro. I finanzieri hanno proceduto così a sequestrare, per un valore complessivo di quasi 14 milioni, appartamenti di pregio nel centro di Napoli e cinque altre unità immobiliari in provincia, oltre a quattro imprese attive nel settore del commercio rifiuti e a conti correnti bancari. L'operazione permetterà di tassare Irpef su redditi per 80 milioni di euro, Irap su 50 milioni e di recuperare 9,5 milioni di euro di Iva evasa.

Le indagini sono iniziate nel 2011, quando l'impresa, dopo aver commerciato rottami metallici per oltre 50 milioni di euro in tre anni, era stata messa in liquidazione volontaria. La sede, che risultava in un popoloso palazzo del quartiere Ponticelli di Napoli, era stata spostata presso lo studio di un commercialista a Capaccio, nel salernitano. L'azienda inoltre non era mai stata autorizzata al trattamento di rifiuti.

La Dda ha scoperto che i due imprenditori erano soliti aprire e chiudere società specializzate nel trattamento rifiuti, con le quali avevano commercializzato in sette anni rottami metallici per 240 milioni di euro. E infatti, dopo la liquidazione, già ne avevano aperta un'altra. Le società servivano a far figurare una provenienza legittima a rottami che erano di origine ignota e che non erano mai stati oggetto di alcun trattamento di recupero. La guardia di finanza ha sequestrato oltre 21.500 tonnellate di rottami di rame, alluminio, acciaio inox, ottone, ferro, carter, piombo, nichel e radiatori, venduti a operatori del settore su tutto il territorio nazionale.

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