Salmaso: "Prudenza e cautela in vista dell'estate"

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Covid Salmaso
Covid Salmaso

L’epidemiologa Stefania Salmaso ha invitato alla cautela e affermato che “per cantare vittoria è ancora presto“: l’incidenza settimanale dei casi non è infatti ancora tale da consentire una efficace attività di tracciamento e l’indice di contagio si attesta su valori poco stabili.

Covid, parla Stefania Salmaso

Intervistata da Corriere della Sera, l’esperta ha fatto il punto sulla situazione epidemiologica italiana spiegando che settimanalmente si registrano ancora circa 100 casi ogni 100 mila abitanti, quasi il doppio del livello al quale si ritiene possibile effettuare bene le attività di rintracciamento delle persone entrate in contatto con i positivi e interrompere così le catene di trasmissione.

Anche se l’ultimo monitoraggio dell’ISS ha rilevato una discesa dell’indice di contagio a 0,86, ha continuato, siamo ancora su valori poco stabili: “Lo stesso verdetto ci suggerisce l’indice calcolato in modo differente dall’Associazione italiana di epidemiologia“.

Covid, Salmaso sull’estate

La Salmao ha dunque raccomandato di mantenere prudenza e cautela anche durante l’estate. Stagione in cui, come si è visto l’anno scorso, si tende a sottovalutare i rischi. Nonostante in questi periodi sia minore la probabilità di contagi in locali chiusi, il suo appello è quello di evitare “l’effetto luna di miele“. Ciò accade quando il decremento dell’incidenza convince i cittadini che si possa fare a meno delle cautele, cosa che però rifarebbe capitare quanto accaduto lo scorso ottobre. “Quest’anno in autunno ci saranno più vaccinati e quindi concediamoci un po’ di ottimismo, ma teniamo presente che i giovani non saranno immunizzati“, ha aggiunto.

Covid, Salmaso sulle riaperture

Quanto agli esperti che esprimeva timori per le riaperture decise dal governo, per l’esperta non si è tratatto di allarmismo ma di consapevolezza dei rischi. Il pericolo di un nuovo aumento di contagi c’era, ma le contromisure e i comportamenti della maggior parte degli italiani hanno evitato l’inversione di rotta. “Abbiamo avuto un picco di incremento di casi tra i bambini, che però è rimasto circoscritto ed è rientrato“, ha continuato.

La sua visione è che sia giusto riaprire progressivamente e in base ai dati sperando che vengano inseriti nella sorveglianza anche sistemi di monitoraggio dei contesti in cui avvengono i contagi per poter intervenire in ambiti mirati.

Per quanto riguarda infine il sistema dei colori, a suo dire non dovrebbe essere visto come uno strumento di controllo. “Ogni regione dovrebbe essere la prima nel sentirsi responsabile di calcolare tempestivamente i propri indicatori e prendere le contromisure adeguate“, ha affermato. Colori e algoritmi, ha concluso, sono utili per governare la risposta alla pandemia anche localmente, dunque i territori dovrebbero avere tutto l’interesse affinché i parametri da rispettare siano stringenti.