Salute, 30% malati reumatici non viene curato con farmaci... -3-

Red/rus

Roma, 21 ott. (askanews) - Tra i problemi dei pazienti la difficoltà di arrivare a una diagnosi, cosa che si traduce in un ritardo delle terapie, che spesso arrivano dopo che la malattia ha già fatto danni irreparabili. A pesare, la cronica mancanza di specialisti reumatologi sul territorio. Ma anche anni e anni di mancata informazione su questi problemi, visti nella mentalità comune come 'reumatismi' collegati all'età, quando invece sono patologie sistemiche, ovvero che riguardano tutto l'organismo, e non riguardano solo gli anziani, ma anche giovani e persone nel pieno della vita lavorativa. "Fondamentale diventa quindi anche il ruolo del medico di famiglia, nel saper individuare i sintomi e indirizzare il paziente nel modo giusto. Ma, per fare questo, è importante migliorare l'alleanza tra territorio e specialistica", ha detto Domenico Crisarà, segretario regionale della Federazione dei Medici di Medicina Generale (Fimmg) del Veneto. Il dibattito, moderato dal giornalista Franco Di Mare, è stata anche occasione per parlare di alcune best practice, come quella della Asl di Rieti. "Abbiamo istituito - ha detto Marinella d'Innocenzo, direttore generale ASL di Rieti - un laboratorio di medicina narrativa che ci sta aiutando tantissimo a migliorare il rapporto con il malato e la consapevolezza dell'importanza dell'aderenza terapeutica. Inoltre, stiamo andando verso un'assistenza integrata, che possa prendere in carico il paziente a 360°. Abbiamo fatto in modo che siano i medici che vanno verso i pazienti e non viceversa".