Salute: bebe' d'autunno aspiranti centenari, piu' chance di vivere un secolo

Milano, 13 lug. (Adnkronos Salute) - Aspiranti 'matusalemme'. I bebè nati in autunno hanno più probabilità di diventare centenari rispetto ai loro coetanei nati negli altri mesi dell'anno. La buona notizia a chi fa il compleanno fra settembre e novembre la dà un team di scienziati degli States che pubblicano uno studio sul Journal of Aging Research. La spiegazione che si danno gli autori della ricerca Leonid Gavrilov e Natalia Gavrilova, entrambi in forze all'University of Chicago, è che questa prerogativa dei bebè d'autunno sia legata al fatto che il mese di nascita può influenzare l'ambiente in cui si sviluppa il bambino, dentro il pancione della mamma e fuori.

Evidenze scientifiche suggeriscono che tutto questo può avere ripercussioni sul comportamento e sulla genetica e avere un impatto sulla salute. In poche parole c'è una combinazione di fattori 'stagionali' che allunga la vita, assicurano gli esperti. Anche ricerche precedenti a quella di Gavrilov e Gavrilova hanno segnalato la maggiore facilità con cui i nati d'autunno raggiungono il traguardo del secolo di vita. Tuttavia in quei casi i ricercatori non hanno potuto escludere che questo vantaggio fosse dovuto piuttosto a differenze fra i livelli culturali delle famiglie di provenienza, o al loro status socioeconomico, condizioni che pure influenzano l'ambiente in cui si vive.

Per ovviare al problema, la coppia di scienziati Usa ha raccolto i dati di oltre 1.500 centenari nati negli States fra il 1880 e il 1895 e ha confrontato queste informazioni con quelle di fratelli e sorelle e coniugi dei 'nonni' arruolati. Questo perché, valutando i fratelli, sarebbe stato possibile per loro confrontare soggetti cresciuti nello stesso ambiente e con lo stesso background genetico, mentre i coniugi condividevano con i loro compagni centenari le stesse esperienze e l'ambiente in cui hanno vissuto la loro vita adulta.

Il primo dato balzato all'occhio dei ricercatori è appunto che nel loro campione risultavano più centenari nati in autunno che non in primavera. Gavrilov e Gavrilova hanno anche analizzato tutte le nascite avvenute negli Usa in quello specifico anno per escludere la possibilità che lo scarto fosse dovuto al fatto che un numero più alto di persone era nato proprio in quei mesi. Ma non risultavano variazioni significative nella stagione autunnale.

I numeri, concludono, segnalano chiaramente che il maggior numero di 'matusalemme' è nato fra settembre e novembre. Mentre i bebè con meno chance di collezionare 100 primavere risultano quelli nati a marzo, maggio e luglio, mesi in cui si registra il più basso numero di nascite di centenari. E le differenze fra le date, sottolineano gli esperti, risultano più pronunciate per i bambini nati fra il 1880 e il 1889, rispetto a quelli venuti al mondo fra il 1889 e il 1895. "L'ipotesi più 'quotata' per spiegare il risultato della ricerca è che le infezioni stagionali contratte nei primi mesi di vita creano un danno a lungo termine sulla salute umana", osserva Gavrilov. Un altra possibile spiegazione chiama in causa le carenze vitaminiche stagionali o le variazioni dei livelli ormonali, prosegue.

La teoria delle infezioni di stagione collima con le differenze osservate negli anni prima e dopo il 1889. "La mortalità per malattie infettive stava infatti diminuendo alla fine del 19esimo secolo, in particolare per le infezioni estive", riferisce Gavrilov. Anche un altro scienziato Alexander Lerchl della Jacobs University di Brema, in Germania, era arrivato alla conclusione che il segreto di una lunga vita può nascondersi nella carta di identità delle persone. Nel suo studio sulle relazioni fra il mese di nascita e le aspettative di vita in Germania dimostrava che i nati fra ottobre e dicembre hanno un'età più anziana alla morte.

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