Salute: Cardinale, protocolli per promuovere agricoltura sociale in Sicilia

Roma, 4 mag. (Adnkronos Salute) - Esplorare le potenzialità e le prospettive del 'social farming'. E' l'impegno del sottosegretario alla Salute, Adelfio Elio Cardinale, che sta sviluppando una serie di intese e protocolli proprio per promuovere l’attività di agricoltura sociale in Sicilia, "con vantaggi per l’ambiente, l’economia e la società". L'agricoltura sociale (in inglese Social Farming o Farming for Health) "affianca alla tradizionale funzione produttiva dell’agricoltura, la capacità di generare servizi e utilità dal punto di vista sociale e sanitario", ricorda il sottosegretario in una nota.

"Questa esperienza può essere utilizzata concretamente per promuovere lo stato di benessere dell’uomo con l’impiego di risorse agricole, di animali e di piante presenti nei diversi contesti rurali. L'agricoltura - riflette Cardinale - è tradizionalmente l’architrave dell’economia nazionale, anche se da tempo, nella società mediatica contemporanea, si tende a sottolineare maggiormente l’importanza del terziario avanzato e del settore industriale. Nella realtà italiana la priorità sociale dell’agricoltura si è agevolmente coniugata con la sua funzione di provvista dei beni di sussistenza".

Conseguenza culturale e politica di questo connubio è la "sempre crescente necessità di una consapevole cura del territorio nazionale, nell’esercizio operativo delle diverse tipologie di attività agricola: essa, infatti, oltre a costituire la base della catena agroalimentare, dà origine e sostiene diverse e importanti attività parallele e complementari per l’ecosistema", evidenzia il sottosegretario. Nel dicembre 2011 l'Istisan ha pubblicato un rapporto sullo sviluppo rurale sostenibile e le sue applicazioni nell’ambito della disabilità e della salute mentale. In Italia le iniziative di agricoltura sociale, censite nel rapporto, sono 796 distribuite in sei regioni, con alcune difformità e in attesa di una legge quadro, ricorda la nota.

Le tipologie applicative di agricoltura sociale, oggi praticate nel nostro Paese, sono fondamentalmente tre: terapia e riabilitazione con l’uso di animali; inserimento lavorativo di disabili e detenuti; rieducazione didattica e attività ludico-ricreative. "I costi della gestione di queste attività appaiono inferiori a quelli che dovrebbero gravare sul Sistema sanitario nazionale, qualora questi infermi fossero a carico delle tradizionali strutture assistenziali", evidenzia Cardinale. L’agricoltura sociale offre inoltre opportunità professionali nuove, che coinvolgono attivamente fasce deboli della popolazione.

In Sicilia si hanno solo pochissime iniziative di tal genere, e il sottosegretario sta sviluppando una serie di intese e protocolli per promuovere l’attività di agricoltura sociale nell’isola, "con vantaggi per l’ambiente, l’economia e la società".

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