Salute, cosa pensano i medici dei medici. L’indagine di Medscape

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Image from askanews web site
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Roma, 20 apr. (askanews) - Quali sono le aspettative dei medici italiani nei confronti degli atteggiamenti dei propri colleghi? Come si comportano gli operatori sanitari nella loro realtà quotidiana? Per rispondere a queste domande, Univadis Medscape Italia - il portale di informazione per i professionisti della salute con notizie, strumenti, aggiornamenti e formazione continua per la classe medica - ha dato l'opportunità ai medici italiani di esprimersi in merito ai comportamenti dei propri colleghi all'interno del contesto lavorativo e non.

Dall'indagine condotta online su 1.885 medici operanti nel nostro Paese tra novembre e dicembre del 2021 (1.116 uomini e 764 donne) è emerso che sono diversi i comportamenti inadeguati attuati dai medici. Infatti, la maggior parte degli intervistati (57%) ha dichiarato di aver assistito personalmente, almeno una volta negli ultimi cinque anni, al comportamento inappropriato di un collega. Tra questi, emergono in particolare atteggiamenti sessisti e bullismo nei confronti del personale sanitario (entrambi al 49%) e commenti poco rispettosi nei confronti dei pazienti (59%). L'ambiente principale in cui questi atteggiamenti si verificano è il luogo di lavoro (32%), seguito da vicino dai social media e dai contesti non professionali (22%).

"Medscape dà regolarmente ai medici l'occasione di esprimersi su aspetti della loro vita lavorativa e non. Questa volta abbiamo voluto dare l'opportunità alla classe medica di segnalare alcune difficoltà che affrontano nella loro quotidianità lavorativa, a causa dei comportamenti scorretti dei propri colleghi" - commenta Daniela Ovadia, Coordinatore Editoriale Univadis Medscape Italia e autrice del report. "I dati emersi danno un quadro chiaro della situazione: 30 professionisti su 100 hanno vissuto almeno una situazione spiacevole sul lavoro a causa di un collega, 23 in un ambiente virtuale e 19 in situazioni extra-lavorative. È necessario mettere in atto un cambiamento culturale e sociale che porti a una maggiore serenità e correttezza, in modo che il personale medico possa svolgere al meglio il proprio lavoro".

Dal report emergono diversi fattori che influiscono sui comportamenti inappropriati dei medici, tra questi l'arroganza personale e il background culturale sono in cima con il 55%, seguiti dall'evoluzione dei costumi sociali e da comportamenti generali più permissivi (37%), dallo stress lavorativo (35%), da problemi personali non legati al lavoro (34%) e dalla mancanza di formazione nelle capacità di relazione durante il periodo universitario e di tirocinio (31%).

La reazione dei medici e le azioni disciplinari Il report di Univadis Medscape rivela che la maggior parte degli intervistati che ha vissuto una situazione difficile ha reagito parlandone direttamente con il "responsabile" (59%), mentre solo il 24% di loro lo ha comunicato ai propri referenti o alle risorse umane. 18 medici su 100 hanno riferito invece di non aver fatto nulla, il che può contribuire ad alimentare nel tempo questi comportamenti scorretti che rimangono impuniti. Rispetto alle conseguenze di queste situazioni, secondo il 44% dei medici, i responsabili dovrebbero ricevere un richiamo disciplinare, un rimprovero verbale (29%), una sanzione (22%) o un riferimento negativo ai propri superiori sul posto di lavoro, dipartimento o risorse umane (18%). Al contrario, l'intervento della commissione medica o la sospensione sono considerati necessari rispettivamente solo dal 14% e dal 13%.

"Le aspettative della nostra società nei confronti dei medici - in termini di correttezza, integrità, equilibrio e misura nelle proprie azioni - sono molto alte. Sono per primi i medici ad avere attese elevate verso sé stessi ed i propri collegi: oltre i tre quarti degli intervistati (77%) ritiene che i medici debbano avere standard di comportamento più elevati della popolazione generale. Il fatto che emergano situazioni di disagio, difficoltà e cattivi comportamenti, vissuti o percepiti come tali, è indice della necessità di un cambiamento, un'esigenza fortemente sentita quindi dalla classe medica stessa", prosegue Daniela Ovadia.

"D'altro canto, i medici sentono anche il peso dell'opinione della popolazione: il 55% ha dichiarato infatti che la società ha aspettative generali troppo elevate sul comportamento di questi professionisti, e oltre i due terzi (68%) ha affermato che i medici dovrebbero avere la possibilità di comportarsi come meglio credono nella propria vita personale".

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