Salute: dermatologo, tintarella 'mordi e fuggi'? Scegliere crema giusta

Roma, 3 mag. (Adnkronos Salute) - Non si prevedono imminenti 'colpi di coda' invernali: se tutto andrà bene, il prossimo sarà il primo vero week-end di Sole per tanti italiani desiderosi di archiviare giacche e vestiti pesanti. Ma "uno degli errori più frequenti che si commette con l'arrivo dell'estate è quello di esporsi al Sole con una 'full immersion' da fine settimana. Si passa dallo stare completamente vestiti al gettarsi sotto i raggi del Sole per alcune ore e poi di nuovo una settimana in ufficio. E così via. Il più delle volte senza protezione solare per paura di non abbronzarsi". L'avvertimento arriva da Giuseppe Monfrecola, professore ordinario di Dermatologia all'Università di Napoli Federico II, intervenuto oggi a Roma a una conferenza stampa.

"Un altro errore - dice l'esperto - è non rendersi conto del contesto in cui ci si trova: perché una cosa è fare una passeggiata all'aria aperta, un'altra è stare una giornata intera in barca. E' evidente che bisognerà scegliere un solare con una protezione adeguata, alla situazione e alla propria pelle. Attenzione: guardarsi allo specchio non basta. Non si deve solo tenere conto del proprio fenotipo (colore di pelle e capelli) per scegliere il solare, ma anche del proprio fototipo e cioè come la pelle reagisce al Sole".

"Perché sotto il Sole - prosegue il dermatologo - non siamo tutti uguali e le esigenze di protezione cambiano: i bambini devono usare prodotti specifici che mantengano la capacità filtrante anche in condizioni particolari, per esempio giocando in acqua o rotolandosi sulla sabbia; i ragazzi con acne dovranno scegliere un prodotto che non sia grasso e che, oltre ai filtri solari, contenga anche sostanze sebostatiche e comunque coadiuvanti la terapia per l'acne; chi teme il fotoinvecchiamento o comunque è avanti con gli anni deve scegliere un solare che contenga molecole antiradicaliche o antiinfiammatorie e sostanze in grado di idratare e nutrire la pelle, meglio se con un rapporto UVA/UVB pari a 1:1. Infine, oggi non si deve più badare molto al 'numero' indicato sulle confezioni dei solari, ad esempio 40 o 50+, ma alla 'fascia' di protezione: bassa, media, alta e molto alta".

"Chi passa molte ore al Sole, per sport o per lavoro, chi ha il fenotipo I o II o chi ha una pelle con problemi - aggiunge Monfrecola - deve anche pensare a immunoproteggersi. I raggi UV, infatti, sono dei cancerogeni perfetti, perché sono in grado di attaccare le cellule della cute danneggiandone il Dna. Le cellule danneggiate hanno la capacità di ripararsi oppure di autodistruggersi. Se la riparazione non si verifica, la loro corsa viene fermata dalla sorveglianza che il sistema immunitario esercita anche contro le cellule neoplastiche".

"Ma i raggi UV, da cancerogeni perfetti quali sono - prosegue - non solo danneggiano le cellule ma deprimono il sistema immunitario generando quella che viene chiamata fotoimmunosoppressione che consente alle cellule modificate di proseguire nella loro azione e continuare a proliferare. Il prodotto solare ideale deve, da una parte limitare la quantità di UV che impatta sulla cute, dall'altra aiutare il sistema immunitario opponendosi alla fotoimmunosopressione".

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