Salute, a Firenze due giorni di convegno sulla solitudine

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Firenze, 14 nov. (askanews) - La solitudine non è una situazione transitoria di vita solitaria, obbligata o deliberata, ma piuttosto un male che sta diventando endemico nella nostra società e che fa male alla salute. Di questa condizione umana, dei suoi effetti negativi, delle ricadute sociali e soprattutto degli strumenti per combatterla si parlerà a Firenze a Palazzo Vecchio il 15 e 16 novembre all'Odeon in un convegno dal titolo 'Nemica solitudine'. Tra i partecipanti, anche Don Julian Carron, successore di Luigi Giussani alla guida di Comunione e Liberazione, e Sultana Razon Veronesi.

"E' un momento straordinario per far vedere ciò che Firenze ha già messo in campo per combattere la solitudine soprattutto dei nostri anziani - ha detto il sindaco Dario Nardella -. La solitudine è un male sociale molto serio e sempre più diffuso.

"Firenze è orgogliosa di ospitare il convegno - afferma l'assessore a Welfare e Lotta alla solitudine Andrea Vannucci, presentando l'iniziativa - che sono sicuro offrirà importanti spunti di riflessioni e preziosi contributi su come combattere la solitudine, che è la peggiore nemica dei nostri anziani, ma non solo.

"La solitudine è patogena - afferma Andrea Ungar, professore associato di medicina interna e geriatria all'Università di Firenze e direttore di geriatria all'Ospedale di Careggi - e uno degli scopi del convegno è mettere a punto dati riguardanti le conseguenze sulla salute dell'individuo che vive in solitudine rilevati da studi trasversali nei quali la solitudine è definita come la sensazione soggettiva della mancanza di un supporto nel momento del bisogno".

"La solitudine - spiega Diego De Leo, vicepresidente della Società italiana di psicogeriatria - non è semplicemente vivere soli ma rappresenta la sensazione soggettiva e qualitativa di non far parte del contesto, di non avere relazioni sociali diffuse e soddisfacenti, di essere de-connessi con gli altri". "Aggredire questo problema - conclude De Leo - non può limitarsi all'inviare un aiuto agli anziani soli per qualche ora al giorno ma deve partire dalla consapevolezza che buone relazioni sociali sono fondamentali fin dalla giovane età. Invece le moderne tecnologie, come gli smartphone, possono solo aggravare questo problema: ci connettono col mondo, ma ci allontanano da chi ci circonda".

"Questo appuntamento - afferma Luigi Paccosi presidente di Montedomini - è un'occasione unica per riflettere e comprendere meglio questo fenomeno che sta dilagando nelle nostre città, soprattutto nella popolazione anziana. Montedomini insieme al Comune di Firenze è in prima linea per combattere la solitudine, soprattutto attraverso il progetto Soli Mai che in pochi anni è diventato un supporto fondamentale a tanti anziani soli della nostra città".