Salute: gli psicologi, escalation depressione da crisi in famiglie italiane

Roma, 27 apr. (Adnkronos Salute) - Escalation di suicidi, aumento nel consumo di psicofarmaci, impennata di morti per l’abuso di droghe e alcol. I dati parlano di richieste quadruplicate per i farmaci antidepressivi, passate dalle 8 dosi giornaliere per 1.000 abitanti del 2000 alle 40 del 2011, o di 496 casi di suicidio solo in Lombardia nell’ultimo anno. "Si tratta, in realtà - osservano gli esperti dell'agenzia formativa Polo psicodinamiche di Prato - di fenomeni sintomatici di un vero e proprio boom di depressione che sta investendo le famiglie italiane, su cui più impatta la depressione economica".

Su questi aspetti pone l'accento la tavola rotonda 'Dove morivano i dannati - La condizione degli asili per il disagio mentale prima e dopo la Legge Basaglia', in programma oggi su iniziativa appunto del Polo psicodinamiche in collaborazione con la Scuola di psicoterapia Erich Fromm e il suo direttore Ezio Benelli. Il convegno, che si avvale dei contributi dello psicologo e psicoterapeuta Vittorio Biotti, dello psichiatra Carlo Catagni e del magistrato David Monti, è stato promosso per offrire un’occasione di confronto sulla condizione di chi soffre di disagio mentale, sul trattamento riservato al malato e sulle politiche di supporto e assistenza alle famiglie che, a causa dei tagli previsti dall’ultima finanziaria, si ritrovano a gestire da sole situazioni di emergenza.

In questo senso, il dibattito di oggi a Prato è l’occasione per l’ufficializzazione della nascita del primo sportello di ascolto in Toscana (completamente anonimo e gratuito) contro il fenomeno del suicidio legato, in particolare, a ragioni lavorative, perdita del lavoro o fallimento della propria impresa. "Altro aspetto da non sottovalutare - sottolinea Ezio Benelli - è il fatto che ben sei ospedali psichiatrici giudiziari rischiano la chiusura entro il prossimo anno e questo comporterà l’affidamento dei degenti alle Asl competenti sul territorio. Queste, poi, potranno a loro volta assegnare il servizio al privato sociale e imprenditoriale, con la conseguente nascita di tanti piccoli manicomi sul territorio, strutture molto distanti dall'idea dei Progetti terapeutico riabilitativi individuali previsti dalla recente legge 9/2012 e destinati a 'svuotare' gli attuali Opg". Di qui la necessità di una panoramica sul fenomeno della malattia mentale, in un percorso che parte dall’antica Grecia e arriva ad affrontare la questione dei manicomi in Italia, con un accento sui protocolli di cura e riabilitazione degli schizofrenici, sulla prevenzione della malattia e sull’evoluzione della legislazione italiana.

"La Legge Basaglia - conclude Benelli - aveva come fine di dare sollievo agli uomini e alle donne internati nei manicomi, ma negli attuali Opg la legge sull'imputabilità del 'folle reo' e sulla 'pericolosità sociale', se non rivista e riformata, continua a rendere il ricovero indegno di un Paese civile quale è il nostro. Alimentando business o nuovi manicomi, che per loro natura impediscono la cura e la riabilitazione di persone malate, certamente lo spirito della Legge Basaglia verrà calpestato".

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