Salute, il microbiota umano: chiave lettura malattie oncologiche? -3-

Cro-Mpd

Roma, 12 nov. (askanews) - Il microbiota influenza in maniera attiva e importante anche l'efficacia della risposta all'immunoterapia, trattamento oncologico ormai standard per diversi tipi di malattia. Diversi studi hanno osservato che i pazienti in cui l'immunoterapia è efficace hanno un microbioma intestinale molto ricco di specie diverse, mentre nei pazienti resistenti a questo trattamento il repertorio del microbioma è più limitato.

"L'evidenza che un microbioma ricco in termini di diversità sia garanzia di un sistema immunitario più efficiente, sembra quindi consolidata - precisa Licia Rivoltini, Responsabile della S.S. Immunoterapia dei Tumori Umani, Istituto Nazionale dei Tumori di Milano - quindi, una dieta sana sembra essere al momento attuale un primo importante strumento di modulazione del microbioma nel regolare la risposta immunitaria antitumore".

Un'altra delle poche implicazioni cliniche immediate riguarda l'uso degli antibiotici in pazienti oncologici sottoposti a immunoterapia. Infatti, data l'azione negativa che alcuni antibiotici possono svolgere sul microbioma, si cerca attualmente di limitare l'uso di questi farmaci nei pazienti oncologici che inizino un trattamento immunoterapico, con l'idea di non alterare l'equilibrio del microbioma nelle delicate fasi di attivazione della risposta immunitaria antitumore. "Allo stesso modo l'uso dei probiotici è ancora da approfondire - spiega Cecilia Gavazzi, Responsabile della S.S. Nutrizione Clinica, Istituto Nazionale dei Tumori di Milano - da un lato vi è l'indicazione all'utilizzo di probiotici contenenti Lattobacilli per la prevenzione della diarrea, in pazienti con malattia addominale e candidati a chemio-radioterapia ma dall'altro ne è sconsigliato l'uso indiscriminato, specialmente se il paziente è immunodepresso per un possibile rischio di eventi avversi".

"La grande speranza è ovviamente quella di capire se attraverso una manipolazione del microbioma si possa un giorno rendere sensibili al controllo del sistema immunitario quei tumori che di natura non lo sono - conclude Valdagni - molte sono le strategie in corso di studio, dal trapianto fecale ai prebiotici, i probiotici e vari interventi dietetici specifici. Non abbiamo però ancora alcuna indicazione in merito alla reale utilità di questo tipo di interventi, né che esistano microbi più o meno in grado di influenzare favorevolmente la risposta immunitaria antitumore".