Salute, il progetto T-Chest vince il Rare Disease Hackathon

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Roma, 5 nov. (askanews) - È il progetto "T-CHEST", del team ARCHINMEDI, a vincere la IV edizione del Rare Disease Hackathon, per la prima volta in modalità digitale, che si è svolto nell'ambito del Forum Sistema Salute 2020 di Firenze. Il contest ha visto al lavoro 33 squadre, con oltre 200 iscritti, con l'obiettivo di mettere a punto innovazioni tecnologiche in grado di facilitare la vita dei pazienti affetti da malattie rare. T-CHEST è un innovativo dispositivo medico di diagnostica a domicilio e di monitoraggio, sicuro, non invasivo, per pazienti affetti da patologie polmonari. Secondo classificato il team ARIADNE con il progetto "NEMU, un'applicazione per malattie neuromuscolari"; terzo classificato il team JERICO. Dopo il webinar introduttivo del 27 marzo, i partecipanti hanno lavorato per prepararsi alla competizione di ieri e oggi; hanno avuto poi questa mattinata per perfezionare la presentazione da inviare alla giuria, che ha scelto tra otto finalisti. Ai lavori questa mattina sono intervenuti Guido De Barros, presidente del Forum associazione malattie rare della Toscana e il professor Luca Toschi, direttore del Master in Comunicazione medico scientifica e dei servizi sanitari. "Abbiamo scelto la parola sfida - ha detto Toschi - che è un po' come dire 'scegli il nemico e combattilo!', che è un messaggio forte se pensiamo alla malattia senza nemico. Ma c'è un'altra dimensione importante della sfida: quella della fiducia: ci organizziamo in questo attacco perchè abbiamo fiducia nelle nostre capacità e pensiamo di potercela fare! In questo hackathon si pensa alla concretezza e si chiedono APP e soluzioni digitali che non rendano più solitaria la malattia, ma anzi chiediamo una tecnologia che sappia favorire la comunicazione e non faccia più sentire soli malati e caregiver". L'Hackathon si è svolto grazie al sostegno di Takeda. "Takeda - spiega Rita Cataldo, Ad di Takeda Italia - è da sempre molto impegnata nella ricerca per continuare a migliorare qualità ed efficacia dei farmaci, in linea con le alte responsabilità sociali di una azienda pharma global. Nelle malattie rare Takeda è protagonista con più di 40 prodotti per 13 diverse patologie. L'impegno nella lotta alle malattie rare, a fianco di pazienti che non hanno terapie a disposizione, è uno dei più importanti impegni dell'Azienda, che lavora con grandi investimenti: la pipeline è composta per il 50% da molecole per cui verrà richiesta la designazione di farmaco orfano". Oggi, sottolinea, "le malattie rare individuate sono più di 7.000, molte non hanno ancora un nome e spesso le diagnosi arrivano in ritardo. Non esiste un servizio unico che funzioni per tutte queste malattie, che necessitano di progetti e servizi mirati per i pazienti. Una delle priorità di Takeda Italia è quella di portare nel nostro Paese più progetti di ricerca e sviluppo legati alle patologie rare. L'obiettivo e la scelta della modalità Hackathon per le malattie rare nasce proprio dal presupposto che più idee circolano, più soluzioni possono nascere". Non solo: "Un altro aspetto molto importante del Rare Disease Hackathon è legato alla sensibilizzazione dei giovani sulle malattie rare, per portare questa tematica in un ambito diverso da quello prettamente farmaceutico/sanitario, ovvero quello universitario".