Salute, incontinenza per 20% donne italiane. Fic: serve Rete

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Roma, 3 ott. (askanews) - Lo hanno voluto e sottoscritto tutte le regioni italiane e la metà ha già reagito molto bene, mentre l'altra metà non ha ancora espresso interesse. E' questa la situazione, a distanza di 1 anno e mezzo dalla firma dell'Accordo Stato-Regioni, degli uffici di tutte le regioni italiane preposte a prendere decisioni in merito alla gestione dell'incontinenza che colpisce (indipendentemente dall'età) il 20% delle donne (1 su 5) e l'8% degli uomini italiani. Un quadro molto positivo dunque, se si pensa all'impegno con cui è stato recepito un Accordo, ma deludente dall'altro se ci si interroga sul silenzio di altre.

"Ammetto di essere un po' combattuto ripensando all'Italia divisa a metà: quella in continua evoluzione fatta dal lavoro eccellente di una selezione di regioni come il Piemonte e il Veneto che da pochi mesi vede anche il coinvolgimento di altre otto realtà regionali per adeguarsi all'Accordo. E quella fatta dalle restanti regioni, all'interno delle quali non si è ancora mosso nulla - interviene Roberto Carone, membro del Tavolo Tecnico Ministeriale per l'Incontinenza e Presidente Emerito di FIC - si tratta di un Accordo nazionale, e come tale è stato voluto e sottoscritto dai decisori di ciascuna Regione. Mi ha piacevolmente colpito l'interesse molto vivace degli operatori, dai colleghi medici ai fisioterapisti e infermieri. Credo che se venisse esteso anche solo in parte ai decisori politici, potremmo velocizzare questo processo di crescita e allineamento tra le diverse realtà italiane su un tema così importante".(Segue)