Salute: in Italia 1 bimbo su 3 sovrappeso, a Verona congresso Andid

(ASCA) - Verona, 19 apr - In Italia un bambino su tre e'

sovrappeso e uno su dieci obeso con il rischio che nel 50%

dei casi lo sia anche da adulto. Un dato che ci colloca al

terzo e al quarto posto in Europa per la maggiore incidenza

di bambini sovrappeso e obesi. Una condizione che inizia

quasi dalla nascita: dati americani - fondamentali in

proiezione futura - confermano che nel biennio 2009-2010 era

obeso il 9,7% dei nuovi lattanti fino a 2 anni di eta', ed il

16,9% fra i 2 e i 9 anni. Una situazione che dovrebbe essere

prevenuta soprattutto a scuola. Ma la situazione italiana e'

allarmante: secondo l'indagine ''Okkio alla Salute' svolta

recentemente nelle scuole dall'Istituto Superiore di Sanita',

oggi il 70% dei bambini, tra scuole elementari e medie,

pranza nella mensa dell'istituto, ma su circa 2200 scuole

Italiane, solo il 68% di queste la possiede. E anche quando

c'e', nessuno controlla cosa e quanto i ragazzi scelgono,

specie fra i bambini fino agli 8-9 anni nei quali manca

l'idea di porzione e di arco di tempo. Per sensibilizzare a

questi importanti concetti e' in arrivo nei prossimi mesi,

edito dall'Istituto Scotti Bassani per la ricerca e

l'informazione scientifica - Milano, un Atlante Fotografico

rivolto agli operatori del settore e alla classe pediatrica,

da utilizzare con bambini e genitori perche' anche a casa la

situazione non e' migliore. A lanciare l'allarme e' l'Andid,

l'Associazione Nazionale dei Dietisti Italiani, in occasione

del 24* Congresso Nazionale che si apre oggi a Verona. ''Se

da un lato i menu' sono, o almeno dovrebbero essere,

preparati da un dietista, quindi bilanciati e adatti alla

crescita dei bambini - spiega Giovanna Cecchetto, presidente

dell'Andid- dall'altro raramente nelle sale mensa sono

controllati gli abbinamenti dei cibi, e meno ancora si

verifica che i bambini scelgano correttamente gli alimenti e

completino i piatti''. Senza contare poi che merendine o

patatine sono spesso lo spuntino preferito scelto dai

genitori, che non controllano neppure l'alimentazione a

colazione e a cena. Niente da stupirsi: ancora secondo i dati

dell'Iss tra le madri di bambini in sovrappeso o obesi, il

36% non ritiene che il proprio figlio lo sia, mentre e' solo

il 29% a pensare che la quantita' di cibo da lui assunta sia

eccessiva. Dunque, ancora sottostimata e' la ripercussione

sulla salute dei chili di troppo accumulati da bambino che

predispongono allo sviluppo della sindrome metabolica

(ipertensione, obesita' viscerale, diabete, fegato grasso) da

adulto, diretta conseguenza di una scorretta l'alimentazione

e di insufficiente attivita' fisica. Risultato: le

problematiche iniziate e trascurate da bambini, inducono in

eta' adulta a una presa di coscienza e alla modifica dello

stile alimentare. Ma e' spesso troppo tardi. Inoltre le

migliaia di fantasiose diete e regimi alimentari - piu' o

meno valide, quando non pericolose, diventate oggi uno dei

piu' floridi ''mercati' mondiali - non aiutano.

''La prevenzione dell'obesita' infantile - conclude

Cecchetto - deve iniziare fin da neonati, favorendo il piu'

possibile l'allattamento protratto al seno e tenendo sotto

controllo l'eccessivo recupero di peso nei primi anni di

vita. Studi scientifici hanno infatti dimostrato che quasi la

meta' di bambini obesi resteranno tali anche da adulti,

favorendo pero' la prevalenza elevata alla sindrome

metabolica, strettamente connessa al tipo di alimentazione,

gia' in eta' adolescenziale''.

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