Salute, l'indagine: 'Over 55' promuovono 'e-health' e telemedicina

Salute, l'indagine: 'Over 55' promuovono 'e-health' e telemedicina

Roma, 18 giu. (Adnkronos Salute) – La pandemia Covid-19 ha messo in evidenza la necessità di sfruttare al meglio la tecnologia in ambito medico che porti a migliorare l'assistenza alla popolazione più fragile. L’indagine Silver Trends realizzata nel periodo Covid-19 ha analizzato le opinioni e i comportamenti degli 'over 55' nei confronti della tecnologia applicata alla salute. Ebbene, per il 77% degli intervistati, "la tecnologia applicata alla salute è considerata uno strumento che rende più efficace la relazione tra medici appartenenti a diverse specializzazioni". L'indagine è stata presentata in occasione della web conference 'L’impatto del Covid-19: cosa cambia per la silver age'.

Dall'indagine è emerso anche che per il 72% degli intervistati nel caso della "condivisione delle informazioni sanitarie dei pazienti a fini di ricerca oppure, ad esempio, in caso di compresenza di più medici associati a diverse patologie in un individuo, la tecnologia è un facilitatore in grado di favorire il miglioramento delle condizioni di salute delle persone". L'analisi rientra nell’osservatorio Silver Trends nato per indagare le scelte dei 'silver' in più ambiti, ha coinvolto un campione di 917 casi a livello nazionale, intervistati tramite survey online (Cawi) e questionario semi-strutturato, su database proprietario di Ameri Communications e del magazine on line www.altraeta.it.

"La popolazione 'silver' sta aumentando a ritmi consistenti, assumendo un ruolo sempre più rilevante per l’economia mondiale e in particolare per i sistemi nazionali avanzati – commenta Daniela Boccadoro Ameri, direttrice del Silver Economy Forum e presidente di Ameri Communications – Il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione è più rilevante in Europa, dove la quota di over 65enni sfiora il 20% (101 milioni), ma soprattutto nel nostro Paese, dove risiedono circa 14 milioni di 'silver', un italiano su quattro, e la cui quota è destinata a crescere e arrivare al 30% circa sul totale popolazione entro i prossimi 15 anni".

Per Annachiara Annino, partner di Lattanzio Monitoring & Evaluation Srl "la popolazione italiana dunque invecchia, ma in salute. L’indice di stato fisico dei 'silver' è migliorato nell’ultimo decennio, specie tra i 65-75enni, a differenza di quanto rilevato presso la media della popolazione, in cui l’indice è rimasto sostanzialmente invariato. E se a ciò si aggiunge che è aumentata la consapevolezza che essere in buona salute permette di affrontare con maggiore serenità la quotidianità e la progettualità di più lungo periodo, appaiono evidenti gli ampi spazi di intervento per soddisfare le crescenti esigenze di questo target".

Dall'indagine è emerso che è "sempre diffusa la capacità dell’e-health di imprimere uno sviluppo alle soluzioni e terapie mediche (68%), e il contributo della tecnologia a rendere più efficace la relazione tra medico e paziente (61%)". Inoltre l’atteggiamento positivo verso l’e-health è confermato inoltre dalla disponibilità degli intervistati "a sacrificare parte della propria privacy per avvantaggiarsi dei benefici sulla salute (73%)". Nonostante un certo scetticismo verso la capacità della tecnologia di garantire questo diritto, poco più della metà del campione (58%) "è convinto che lo sviluppo informatico e digitale sia adeguato a tutelare la riservatezza dei pazienti". Se i silver sono propensi a rinunciare a parte della propria privacy, non sono disposti a mettere in discussione la relazione diretta con il proprio medico di famiglia.

I dati raccolti hanno permesso di delineare come l’e-health sia percepito "più come uno strumento a disposizione della classe medica che un mezzo per migliorare la relazione tra medico e paziente". Al quesito specifico sull’interazione tra medico e paziente: il 77% dei 'silver' dichiara che "le tecnologie applicate alla salute sono più efficaci se hai un bravo medico che ti conosce e ti segue specie quello di famiglia".