Salute, nasce Aicn-Associazione Italiana Cardionefrologia

Cro-Mpd

Roma, 3 ott. (askanews) - Dagli albori della nefrologia italiana, una particolare attenzione alle relazioni fra cuore e rene è sempre risultata evidente. Negli ultimi anni la 'chiacchierata' tra questi due organi, in cui uno influenza l'altro 'in salute e malattia' ha avuto una crescita esponenziale in quantità e qualità con il risultato di portare nel 2008 alla nuova definizione e classificazione della sindrome cardiorenale da parte di JACC. Una nosografia moderna adottata da diversi gruppi di consenso come ADQI, la Società Europea di Cardiologia ESC (Pubblicazione dei risultati della consensus conference di Venezia) e la Cardiorenal Society of America.

Oggi l'Italia si adegua al trend di conoscenze dando vita alla Associazione Italiana di CardioNefrologia (AICN) associazione tecnico scientifica senza fini di lucro, sulla scorta di quanto già è avvenuto in altri paesi del mondo (Cardio-renal Society of America). AICN non ha fini di contrapposizione con altre autorevoli società scientifiche ma "vuole integrare e superare alcuni limiti strutturali delle società scientifiche imposti dalla legge Gelli che ha imposto che queste possano annoverare tra i propri soci solamente gli specialisti di riferimento". Dare numeri precisi in merito all'incidenza ed alla prevalenza della Sindrome cardiorenale non è esercizio semplice data l'estrema eterogeneità dei dati presenti nelle diverse casistiche. Alcuni numeri sono, al contempo, abbastanza certi e documentati: ad esempio, tra il 20 ed il 40% dei pazienti ricoverati per scompenso cardiaco acuto sviluppano un quadro di malattia renale che, in fase iniziale, si configura come forma acuta (AKI, acute kidney disease) per poi evolvere verso un quadro cronico. Allo stesso tempo, un altro dato certo è l'interessamento cardiovascolare in almeno il 50% dei pazienti affetti da malattia renale cronica (CKD), patologia nella quale vi è la maggiore incidenza di comorbidità cardiovascolare.

In questo contesto l'AICN può rappresentare una risorsa e una opportunità per molti nefrologi che, senza sottovalutare l'importante contributo che la Società Italiana di Nefrologia offre alle loro carriere e al loro sviluppo scientifico, vogliano impegnarsi oltre le barriere della disciplina in collaborazioni e studi di interesse multidisciplinare.(Segue)