Salute, nasce Aicn-Associazione Italiana Cardionefrologia -2-

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Roma, 3 ott. (askanews) - "L'Associazione Italiana di Cardionefrologia prende spunto da quanto seminato dal Gruppo di Studio di Cardionefrologia della Società Italiana di Nefrologia; proprio per questo, non cambiano gli obiettivi, né lo spirito fondante di un gruppo di lavoro che, via via, si è fatto sempre più numeroso" racconta il Dottor Luca di Lullo, Segretario della neonata associazione "il grande successo delle attività cardionefrologiche che culminano, ogni due anni, nel Meeting Internazionale di "CardioNephrology", ci ha spinto ad allargare i confini del progetto comune, aprendoci ad un abbraccio che coinvolga tutte le Specialità chiamate a curare il paziente cardiorenale (Diabetologia, Medicina Interna, Geriatria, Chirurgia Vascolare solo per citarne alcune)". "Siamo sempre più convinti", osserva, "che le scatole chiuse ed isolate non aggiungano molto al panorama dell'informazione medico - scientifica".

"Lungi da essere una entità in contrapposizione con già esistenti la associazione ha lo scopo di raccogliere i cultori dell'approccio multidisciplinare al paziente cardio-renale, cercando di abbattere barriere preconcette di formazione o di organizzazione ospedaliera" spiega il Presidente, Professor Claudio Ronco direttore della Nefrologia del S. Bortolo di Vicenza che aggiunge: "Nefrologia e Cardiologia sono discipline complesse che trovano dignità nelle interazioni reciproche. Il nefrologo può rappresentare una figura di riferimento nel caso di pazienti cardiologici in cui l'interazione fra cuore e rene è il fulcro di alterazioni fisiopatologiche degne di studio e ricerca. Le competenze del singolo specialista talora non sono sufficienti a trattare pazienti complessi e, nonostante la formazione in passato sia stata improntata a criteri "d'organo" emerge oggi sempre più evidente la necessità di una medicina condivisa e multidisciplinare".

Il 'cross talking organs' è quello che ormai viene definito la "chiacchierata" fra cuore e rene: una relazione virtuosa in condizioni fisiologiche ottimali che diventa pericolosa quando uno dei due organi inizia a funzionare male. Interazioni che rappresentano le basi fisiopatologiche per la Sindrome Cardio-renale (CRS), per non parlare del fatto che alcune terapie possano essere efficaci nel trattare allo stesso tempo il problema cardiaco e quello renale.

Non dimentichiamo inoltre le strettissime connessioni esistenti con il mondo della diabetologia anche e soprattutto alla luce degli ultimi trials clinici condotti sui nuovi farmaci ipoglicemizzanti orali che hanno evidenziato proprietà nefro e cardioprotettive forse nemmeno lontanamente attese.

"Risulta pertanto evidente la necessità di uno sforzo di aggregazione delle discipline e delle società scientifiche nonché una opportuna comunione di intenti sul versante della formazione e della ricerca" conclude Ronco.