Salute: Nicodemi, sempre piu' tattoo cancellati per problemi lavoro

Roma, 28 giu. (Adnkronos Salute) - Addio al tatuaggio per evitare problemi di lavoro. Sono sempre di più i pentiti del tatoo che rinunciano al decoro sulla pelle per non mettere a rischio il prezioso impiego o perché non siano di ostacolo alla ricerca del posto."Nel nostro Paese a prendere questa decisione, a volte sofferta, è più del 30% dei tatuati, soprattutto uomini. E di questi, il 40% lo fa per motivi lavorativi", spiega il professor Ezio Maria Nicodemi, chirurgo estetico all'Istituto dermopatico dell'Immacolata (Idi) di Roma, che analizza il fenomeno.

"A decidere di rimuovere un disegno sulle pelle – precisa Nicodemi – non sono solo le star stanche del solito tatuaggio, ma sempre più giovani alla ricerca di un lavoro in questi tempi di crisi. Soprattutto quelli che si apprestano a partecipare a dei concorsi. E la richiesta più frequente è quella di rimuovere il disegno nel minor tempo possibile. Oggi è possibile far 'sparire' un tatuaggio di medie dimensioni anche in sole due sedute, grazie a un doppio trattamento in una stessa giornata a distanza di 30 minuti l’uno dall’altro".

E per togliere il tattoo ogni stagione è buona. "Non ci sono problemi, infatti – aggiunge Nicodemi – nemmeno nel periodo estivo, l’importante è proteggere la parte interessata utilizzando creme con fattori di protezione solare". E nel raccomandare a giovani e meno giovani di rivolgersi sempre a centri specializzati per farsi tatuare nomi o disegni sulla pelle, l'esperto si augura che in un futuro non troppo lontano "i tatuatori possano rilasciare ai propri clienti una scheda con le indicazioni circa i coloranti utilizzati e la profondità di inserimento nella pelle, per rendere meno difficoltoso il lavoro del medico che poi eventualmente dovrà toglierli".

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