Salute, pediatra Bozzola: 'No smartphone prima dei 2 anni, mai prima di dormire'

(Adnkronos) - "No allo smartphone e ai tablet prima dei due anni, mai durante i pasti, mai prima di andare a dormire. Per i più grandicelli, poi, limitare i tempi di fronte allo schermo a seconda dell'età: massimo un'ora al giorno tra i due e i cinque anni, massimo due ore al giorno tra i cinque e gli otto anni. E comunque è sempre molto importante che ci sia un adulto a sorvegliare". Per gli adolescenti, invece, massima attenzione "alle informazione e ai siti trovati in rete". Sono i consigli della pediatra Elena Bozzola, consigliere nazionale della Società italiana di pediatria (Sip), che ha dedicato diversi lavori ai problemi legati all'uso degli smartphone e dei social network in bambini e adolescenti.

"Da diversi anni, come Sip, ci occupiamo del problema e abbiamo messo insieme linee guida che servono a dare ai genitori delle indicazioni concrete", spiega all'Adnkronos Salute. Tra le raccomandazione c'è quella a "non dare questi dispositivi ai bambini per 'tenerli occupati', per evitare che facciano capricci o per fare in modo che non disturbino i grandi". Gli effetti negativi che un uso eccessivo può avere, infatti, sono tanti. "Ci possono essere disturbi dell'apprendimento, per esempio, perché, nonostante tante applicazioni vengano proposte come didattiche in realtà nei bambini molto piccoli nulla è didattico senza una intermediazione dei genitori o di altre figure adulte. Addirittura si può avere un effetto contrario nello sviluppo neurocognitivo, oltre alla riduzione dell'interazione con i loro coetanei".

Inoltre l'utilizzo eccessivo dei cellulari e dei tablet "può influire sul benessere generale, perché i piccoli possono assumere posizioni sbagliate che portano a una sindrome già nota con forti dolori al collo e alle spalle. La riduzione del movimento, inoltre, facilita l'obesità e la cattiva alimentazione. Un effetto negativo accertato è la riduzione della qualità del sonno, sia nei piccoli che magari vengono lasciati con il cellulare in mano mentre mamma e papà cenano, sia negli adolescenti che usano in cellulare a letto e lo lasciano addirittura acceso sul comodino, con la conseguenza che suoni o vibrazioni interferiscono sul buon riposo. Una situazione che favorisce l'ansia e la depressione, condizioni che rendono anche più predisposti a infezioni".

"C'è poi il fattore vista - continua - con l'affaticamento dovuto all'occhio secco indotto dalle luci dello schermo e altri problemi. Si possono avere anche disturbi di udito, legati al volume forte con cui si ascoltano video o musica. C'è poi il grande capitolo adolescenti. Un nostro lavoro appena pubblicato ha analizzato l'effetto dei social media su di loro. Abbiamo visto che ci sono molti ragazzi che hanno uno o più profili social e passano molto tempo in rete. Questo modifica il rapporto con i propri coetanei oltre che con il proprio corpo, che viene percepito in maniera alterata. Osserviamo infatti un aumento di disturbi alimentari, problemi di sonno e di dipendenze", conclude Bozzola.