Salute popolazione italiana ancora fra migliori in Ue. Ma criticità -2-

Cro-Mpd

Roma, 12 nov. (askanews) - Meridiano Sanità ha identificato e analizzato le 10 minacce alla salute dei cittadini italiani che richiedono strategie e azioni per attrezzare il nostro Servizio Sanitario Nazionale per affrontarle e superarle. Invecchiamento della popolazione, fattori di rischio, quali età (fattore di rischio non modificabile), alimentazione scorretta, fumo, iperglicemia, alta pressione arteriosa e ipercolesterolemia, comuni a tutte le patologie ad alto impatto per il sistema. Sono soprattutto il sovrappeso/obesità infantile (36,8% dei giovani di età compresa tra i 4 e i 19 anni rispetto alla media OCSE pari al 28,6%) e la sedentarietà (solo l'8,3% fra i bambini di età inferiore a 15 anni svolge attività fisica moderata contro il 12,5% della Germania). E poi ancora: patologie croniche non trasmissibili, responsabili nel 2018 del 93,4% dei decessi e dell'88,4% dei DALY, con un'incidenza destinata a crescere con l'avanzare dell'età, essendo l'età media uno dei fattori di rischio più significativi. Esitazione vaccinale, la principale causa del calo delle coperture vaccinali riscontrate negli ultimi anni. Dopo anni di cali, le coperture vaccinali negli ultimi 2 anni sono tornate a crescere; i tassi hanno superato la soglia del 95% fissata dall'OMS per le vaccinazioni obbligatorie; quelli relativi alle vaccinazioni anti-MPR e anti-pneumococco hanno invece raggiunto il 93,2% e il 91,6%. Per quanto riguarda invece le coperture dei vaccini anti-HPV per le femmine e anti-influenza per gli over 65 si è ancora ben lontani dai target fissati (rispettivamente 49,9% e 53,1%). Gli italiani conoscono ancora poco i vaccini: solo 3 su 4 pensano siano efficaci, 1 su 2 ritiene che siano utili solo per i bambini e 1 su 4 pensa che le vaccinazioni raccomandate non siano importanti. Antimicrobico-resistenza (AMR): i livelli di resistenze batteriche sono tra i più alti in Europa con impatti sulla salute e sui costi: il nostro Paese è primo in Europa per decessi e DALY causati dall'AMR (rispettivamente pari a 18,2 e 489,2 per 100.000 abitanti all'anno rispetto a una media OCSE di 4,7 e 130,3 per 100.000 abitanti all'anno), ma anche per costi (663.000 dollari PPP per 100.000 abitanti all'anno rispetto alla media OCSE di 232.000). L'emergenza AMR è legata non solo all'uso inappropriato degli antibiotici (anche in zootecnia e agricoltura) ma anche all'aumento della complessità dei pazienti, alla carenza di politiche di infection control e a bassi tassi di copertura vaccinale nelle popolazioni più a rischio. (Segue)