Salute popolazione italiana ancora fra migliori in Ue. Ma criticità -3-

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Roma, 12 nov. (askanews) - E ancora: nel nostro Paese permangono ritardi e disparità sia nella disponibilità che nell'accesso all'innovazione farmaceutica e tecnologica: trascorrono ad esempio 13,4 mesi tra l'approvazione di un farmaco e la prima vendita nel Paese contro i 6,3 del Regno Unito e i 4 della Germania. Anche i tempi per l'aggiudicazione di una gara per un dispositivo medico in Italia durano circa 350 giorni rispetto ai 120 giorni fissati come durata massima dalla Commissione Europea. Ritardi nella digitalizzazione del sistema sanitario, con un uso dei servizi digitali per la sanità inferiore alla media europea. Carenza dei medici, che si pone in netto contrasto con la domanda crescente di servizi sanitari. Si stima che nel 2025 mancheranno 16.700 medici di medicina generale e 22.400 specialisti. La classe medica italiana è anche caratterizzata da un'età media più elevata: il 54,4% dei medici ha più di 55 anni rispetto al 34,8% della media europea. Disomogeneità regionali che hanno radici profonde e sono rilevabili in numerosi indicatori: livelli di reddito e di istruzione, stili di vita e status sociale che si riflettono sullo stato di salute psicologico e mentale. L'aspettativa di vita alla nascita varia da 83,8 anni del Trentino a 81,1 della Campania, la percentuale di obesi passa dal 14,4% della Calabria al 6,9% della Provincia Autonoma di Trento, la percentuale di individui sedentari è minima nella Provincia Autonoma di Bolzano (11%) e massima in Basilicata (62,2%). Anche le risorse destinate alla sanità variano significativamente nel territorio nazionale: le Regioni più ricche del Nord, registrano livelli di spesa sanitaria pubblica e privata superiori alle altre (la spesa totale nella Provincia Autonoma di Bolzano è pari a 3.026 euro, 1.000 euro in più rispetto alla Calabria e alla Campania). Infine, l'inquinamento atmosferico, considerato dall'OMS come il maggior rischio ambientale per la salute e che causa ogni anno la morte prematura di 7 milioni di persone. L'Italia mostra valori abbastanza alti rispetto ad altri Paesi europei: nel nostro Paese nel 2017 le morti premature legate all'inquinamento sono state 60.600 mentre i DALY hanno raggiunto il valore di 870 per 100.000 abitanti.

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