Salute, prendersi cura del proprio bambino interiore con le fiabe

Image from askanews web site
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Roma, 10 giu. (askanews) - Sabato 18 giugno, dalle ore 9.30 alle 17.30, a Francavilla al Mare (CH), presso Villa Maria Hotel Spa, speciale appuntamento con il mondo delle fiabe, in un viaggio simbolico per riscoprire quella fondamentale parte di sé che è il proprio Bambino Interiore. L'evento, informa una nota, sarà guidato da Manuela Toto, consulente familiare con un'esperienza ventennale, scrittrice già molto conosciuta per le sue raccolte di poesie, fondatrice della Community SouLab e presidente di Nemo Arte, Associazione abruzzese che ha già organizzato numerosi altri eventi sul territorio, al fine di usare l'arte come strumento di crescita interiore. Sarà l'occasione per fare pace con sé stessi, attraverso l'uso terapeutico delle fiabe, la consulenza e le opere d'arte video e installative di Nemo, realizzate da Emanuele Dragone.

L'obiettivo è portare a casa non solo parole, ma un'esperienza e degli strumenti efficaci per non perdere più il contatto con il proprio Bambino Interiore, prendendolo per mano. Secondo l'analisi transazionale, esso rappresenta la propria vitalità e la capacità di sognare e di essere autentici, mentre influenza negativamente il proprio modo di gestire pensieri, emozioni e relazioni se non si è imparato ad ascoltarlo, ferendolo.

Per permettere di ricontattarlo, Toto userà, accanto a Pinocchio, la fiaba de Il Piccolo Principe, grazie al metodo FabuLab da lei ideato, come spiega nel suo libro "Cenerentola non era una sfigata. E Wendy ha lasciato Peter Pan" (Youcanprint, dicembre 2021).

Un metodo che nasce a partire dalla formazione di Toto con Paola Sant'Agostino, terapeuta junghiana, esperta in psicosomatica e fiaba terapia, per poi approfondire la rilettura delle fiabe classiche in chiave psicanalitica e infine mettere insieme strategie che ruotano attorno a questo modello narrativo e alla sua interpretazione, allo scopo di accompagnare singoli, gruppi e team aziendali in percorsi di conoscenza interiore e crescita umana, pensati come veri e propri laboratori narrativi, in modo da tornare a essere protagonisti della propria vita.

"La lontananza nel tempo e nello spazio, l'uso degli archetipi e lo schema inizio - crisi - soluzione, presenti in ogni fiaba - dichiara Toto - sono gli ingredienti che rendono la fiaba uno strumento di problem solving, una storia che racconta chi siamo e chi possiamo diventare in modo semplice e nello stesso tempo stupefacente, chiarendo i nostri processi evolutivi interiori e attingendo alla magia e all'immaginazione che tutti abbiamo dentro. Durante questo evento, attraverso due fiabe, accompagnerò i partecipanti a conoscere il loro bambino del passato e a imparare a prendersi cura delle sue ferite, per custodire la sua energia positiva".

Secondo l'interpretazione di Toto, Il piccolo principe, pubblicato da Antoine de Saint-Exupéry nel 1943, rappresenta il proprio Bambino Interiore "libero" che giunge a far visita e a mettere in difficoltà con le sue domande, con il suo sguardo puro che conosce l'assurdità del mondo adulto. Rappresenta ciò a cui si è chiamati se si ha il coraggio di seguire il proprio sé più vero, la propria parte più giocosa e creativa.

E come si fa a recuperare questa parte? Imitando Pinocchio. Come sottolinea Toto, la morale di questa fiaba è in genere che le bugie hanno le gambe corte e che quando si disobbedisce agli adulti si finisce nei guai. Invece, è proprio cominciando a disobbedire che Pinocchio inizia ad ascoltare la propria voce, prima mettendosi in difficoltà, per poi finire inghiottito dalla balena, dove ritrova il Padre, simbolo della ragione, del senso. Ed entra così nel mondo magico dell'adultità, capendo che nessuno verrà a salvarlo e nessuno lo farà al suo posto: solo così si trasforma da burattino a ragazzo in carne e ossa.

Al termine dell'evento, sarà inoltre utilizzata un'installazione artistica, un'opera d'arte contemporanea, per compiere un'esperienza immersiva di trasformazione, dall'infanzia alla fase adulta. Un quadro, una canzone, un film, una scultura possono infatti svelare di sé stessi più di quanto si sa già e in questo incontro interattivo, si diventa protagonisti stessi dell'opera, vivendo un processo di cambiamento. È possibile iscriversi all'evento fino al 15 giugno.

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