Salute, Roberto Mario Scarpa eletto presidente urologi Siu

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Roma, 15 ott. (askanews) - Laureato con lode nel 1979 all'Università degli studi di Cagliari dove ottiene la specializzazione. Una importante esperienza internazionale a Berna come assistente di Ernst J. Zingg e Urs E. Studer all'Urologische Klinik und Poliklinik, e il ritorno a Cagliari come ricercatore alla clinica urologica dell'Università dove nel 1992 viene nominato professore associato. Nel 2000 il trasferimento all'Università di Torino (Ospedale San Luigi) come professore straordinario. Qui il prof. Scarpa resta quasi 20 anni, fino al 2019. Tra il 2012 e il 2014 è anche presidente della Commissione Abilitazione Scientifica Nazionale per la chirurgia plastica e ricostruttiva, chirurgia pediatrica e urologica. Nel marzo del 2019 si trasferisce al Campus Biomedico di Roma come professore ordinario e come direttore dell'Unità Operativa Complessa di urologia del Policlinico Universitario. Sono i 'numeri' di Roberto Mario Scarpa, classe 1954, neopresidente della Società Italiana di Urologia. Resterà come di consueto in carica un anno, con un'idea precisa per il suo mandato: più attenzione alla ricerca internazionale, ma anche ai nuovi linguaggi e alla comunicazione interna, nella comunità scientifica, e verso l'esterno. Il neopresidente è stato eletto oggi all'unanimità nel corso del 92° congresso nazionale, che si chiude con numeri importanti: oltre 2100 partecipanti.

"La comunicazione - racconta Scarpa - è sempre stata parte della mia vita professionale. Sia per la mia comunità, quella scientifica, sia per il grande pubblico. Negli ultimi anni la comunicazione è stata rivoluzionata, ma l'importanza del linguaggio, della semantica, resta fondamentale soprattutto nel nostro mondo, quello medico, dove l'internazionalizzazione dei termini, delle nuove denominazioni che derivano dall'inglese, rischia di creare distorsioni dei contenuti e fraintendimenti negli studi e nella pratica clinica". Un altro punto chiave è l'importanza della specializzazione in un contesto più generale. "In ambito medico - spiega il professore - questo significa la capacità di gestione delle complicanze, senza le quali l'iper-specializzazione diventa un pericolo per il paziente e per il medico stesso. Dunque, è fondamentale che passi il principio secondo il quale è proprio la capacità di gestione delle complicanze il metro di misura della qualità del medico e della struttura". Anche il rapporto dell'urologia con le altre specialità mediche è fondamentale. "Uno dei miei impegni - precisa Scarpa - sarà quello di contribuire a riportare l'urologia al ruolo che le spetta di innovatrice attenta anche alle regioni anatomiche, considerando il grande ruolo che riveste trattando il 40% dei tumori solidi dell'adulto".