Salute: Scoliosi, un sensore migliora la terapia con corsetto

(ASCA) - Roma, 18 giu - Migliorare il rapporto di fiducia fra

medico e paziente e raccogliere dati reali che possano

facilitare l'uso del corsetto. Questo l'obiettivo dello

studio ''In difesa degli adolescenti: usano realmente il

corsetto per le ore prescritte, se si offre un aiuto

adeguato. Risultati di una coorte prospettica nell'uso

clinico quotidiano del Thermobrace'', sviluppato un anno fa

dai ricercatori di Isico (Istituto Scientifico Italiano

Colonna Vertebrale) e pubblicato sulla rivista Scoliosis da

BioMed Central. La pubblicazione ha raccolto un importante

consenso sui principali network anglosassoni del settore.

Infatti l'Istituto Italiano e', al momento, l'unica struttura

al mondo, dove viene utilizzato il sensore Thermobrace

nell'attivita' clinica quotidiana.

''L'uso di questo sensore di temperatura, il piu' adatto

tra quelli presenti sul mercato, e' stato graduale - spiega

Sabrina Donzelli, specialista di Isico e responsabile dello

studio - inizialmente abbiamo applicato il sensore al

corsetto di pochi pazienti selezionati, proprio perche'

l'opinione fino a ieri in letteratura su uno strumento di

questo tipo era controversa: in realta' abbiamo verificato

che il rapporto fra medico e paziente si rinforza poiche' le

scelte terapeutiche si basano su dati reali e quindi i dati

ottenuti dal sensore possono essere utilizzati per facilitare

l'uso del corsetto''.

Il dato piu' sorprendente emerso e' che proprio i pazienti

che hanno il maggior numero di ore di prescrizione sono i

piu' ligi: il 45% dei pazienti ha utilizzato il corsetto per

le ore prescritte o al massimo 1 ora in meno, il 55% dei

pazienti ha dichiarato un numero di ore molto vicino

all'effettivo utilizzo (massimo 1 ora di differenza), il 60%

dei pazienti ha dimostrato una compliance al 90%.

Il Thermobrace, a partire dalla fine del 2010, e' stato

applicato sempre di piu' sino a diventare una routine

clinica, mentre i primi pazienti sono stati coinvolti nello

studio.

Il sensore non e' mai stato utilizzato all'insaputa dei

pazienti in quanto l'obiettivo dello studio era testare il

suo uso nell'attivita' clinica quotidiana, mentre altri studi

in passato avevano verificato solo la compliance effettiva

nell'indossamento rispetto alle ore prescritte. Non si e'

guardato al Thermobrace come a uno strumento di controllo ma

di raccolta di dati reali che permetta di ottimizzare le

terapie.

''I ragazzi e i genitori stessi - conclude Donzelli -

tendono spesso a sovrastimare involontariamente il tempo di

indossamento: il dato riferito e' quindi diverso dal reale.

Il sensore aiuta noi medici a essere piu' precisi nel

prendere le migliori decisioni cliniche e avere una

compliance certa e affidabile dai propri pazienti ci potra'

anche aiutare a capire, con la massima correttezza, la reale

efficacia dei corsetti''.

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