I saluti, il rigore, le lacrime: il Lazio-Inter di de Vrij

A 8 giorni dal match deciso anche da un suo fallo da rigore, Stefan de Vrij racconta: "Non mi sentivo di giocare. La Lazio mi ha voluto in campo".

Aveva due risultati a disposizione per garantirsi la qualificazione alla prossima Champions League , la Lazio però, in quella che è stata un’autentica finale, è stata battuta clamorosamente in rimonta dall’ Inter , vedendo sfumare ad un passo dal traguardo quello che era diventato il suo grande obiettivo stagionale.

Tra i protagonisti più attesi della sfida dell’ Olimpico , c’era certamente Stefan de Vrij . Il difensore olandese, grande baluardo della retroguardia biancoceleste negli ultimi quattro anni, nelle settimane scorse ha firmato il contratto che lo legherà per le prossime stagioni all’Inter e, per tale motivo, sono stati in molti coloro che si sono chiesti se fosse giusto schierarlo in una partita che per lui avrebbe potuto avere un sapore speciale.

Come già annunciato nella giornata di sabato, Simone Inzaghi non ha voluto rinunciare a colui che è stato in questi mesi un titolare inamovibile della sua squadra, scommettendo sulla grande professionalità sempre mostrata dal giocatore. Per sua sfortuna e per quella della Lazio, l’olandese, che pure per buona parte del match non ha demeritato, non è stato un protagonista in positivo della sfida.

La sua prestazione, non è stata all’altezza di quelle alle quali ha abituato nel corso della sua esperienza in biancoceleste e, a rendere più complicata la sua serata ci si è messo anche il netto fallo (intervento scomposto) commesso al 77’ su Icardi che ha consentito all’Inter di usufruire di un calcio di rigore, poi trasformato dallo stesso bomber argentino, che alla fine è risultato decisivo per la rimonta dei meneghini.

Non il modo migliore per de Vrij, che poi è stato sostituito da Nani all’84’ quando la Lazio era alla ricerca disperata del pareggio, di chiudere la sua esperienza nella capitale. Dopo il triplice fischio finale, il difensore olandese è scoppiato in un pianto a dirotto in panchina che le telecamere sono riuscite ad immortalare e che una maglia sul volto non è riuscita a nascondere.