Salvini al PalaDozza di Bologna: “Il 26 gennaio finirà come in Umbria”

salvini-bologna

È stato un Matteo Salvini sicuro di vincere quello presentatosi al PalaDozza di Bologna per il comizio del 14 novembre a sostegno della candidata governatrice Lucia Borgonzoni. L’incontro tenuto dal leader della Lega può infatti considerarsi la partenza ufficiale della campagna per le prossime elezioni regionali in Emilia Romagna che si terranno il prossimo 26 gennaio 2020, nelle quali la Lega dovrà sfidare il presidente di regione uscente Stefano Bonaccini attualmente in vantaggio – seppur di poco – nei principali sondaggi.

Comizio della Lega a Bologna, parla Salvini

Nell’intervento finale del comizio leghista Matteo Salvini inizia puntando il dito contro i massa media, accusati di attaccare la Lega minimizzandone la portata elettorale: “Cari giornalisti che nascondete la verità di questo palazzetto, andate avanti così! Vuol dire che siamo sulla strada giusta. Più negate la realtà, più la realtà viene a galla. Viva le donne e gli uomini che resistono”.

Il leader della Lega si augura inoltre come le prossime elezioni in Emilia Romagna possano bissare lo storico risultato ottenuto dal centrodestra in Umbria lo scorso 27 ottobre: “Vi chiedo di vivere questi 73 giorni come 73 giorni di gioia, passione ed entusiasmo. Il 26 gennaio si confronteranno in cabina elettorale il vecchio e il nuovo. […] Spero vada a finire come è finita in Umbria. È risaputo: prima ti ignorano, poi ti deridono, poi VINCI. GRAZIE per questa serata emozionante. E ora avanti tutta Lucia! Buonanotte Amici”.

L’attacco al multiculturalismo

Salvini lancia poi un lungo attacco nei confronti del multiculturalismo, che a suo dire minaccerebbe la sopravvivenza dell’identità italiana: “Monsignor Biffi [ex arcivescovo di Bologna ndr] 20 anni fa diceva che “non esiste il diritto all’invasione di un territorio, dobbiamo salvaguardare la nostra tradizione. L’Europa o tornerà cristiana o diventerà musulmana”. Ragioniamoci”.

Facendo riferimento al recente caso di una scuola di Ancona che ha cancellato la recita di Natale per rispetto delle altre religioni l’ex ministro dell’Interno ha affermato: “Qua il problema non sono i bimbi, il problema è nella testa di qualche pseudo-insegnante che ha sbagliato mestiere. […] Prego gli insegnanti di lasciare ai bimbi le loro gioie, i canti e le recite. Se volete cancellare la nostra storia avete sbagliato mestiere. Giù le mani dal Natale, giù le mani dal presepe e giù le mani dai bambini!”.

La contromanifestazione della sinistra

Contemporaneamente al comizio di Matteo Salvini, la sinistra si è riunita nella storica piazza Maggiore di Bologna per una contromanifestazione a sostegno del governatore in carica Stefano Bonaccini. A seguito di un appello lanciato sui social qualche giorno fa la piazza si è riempita con oltre 11mila persone, superando di gran lunga i 5.570 posti a sedere del PalaDozza salviniano. Si tratta di una Bologna che vuole resistere alla conquista sovranista delle vecchie regioni rosse e che stringendosi attorno alla propria identità popolare e di sinistra lancia l’urlo: “Bologna resta antifascista, Bologna non sarà mai leghista”. Mentre su Twitter arriva al primo posto in trending topic l’hashtag #bolognanonsilega.