##Salvini alla conquista dell'Emilia rossa, in ballo il Governo

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Roma, 25 gen. (askanews) - Centinaia di comizi, migliaia di chilometri percorsi, esposizione mediatica praticamente ininterrotta: Matteo Salvini ha provato in tutti i modi a caricare di significato nazionale il voto di domani in Emilia Romagna e in Calabria. E sì che di significati il voto, almeno quello nella Regione rossa per eccellenza, ne ha già di per sè, con la possibilità che per la prima volta nella storia si insedi a Bologna un governatore non espressione della sinistra. Con il presidente uscente Stefano Bonaccini che rischia di soccombere nel confronto non con la sua sfidante, Lucia Borgonzoni, ma con il leader della Lega, in un match che di locale ha ormai ben poco.

Dopo Abruzzo, Sardegna, Basilicata, Piemonte e Umbria, il centrodestra cerca dunque di prolungare la 'serie positiva' alle Regionali con Calabria ed Emilia Romagna. E così provare ad assestare un altro colpo al governo. Se infatti le prime quattro vittorie sono arrivate quando la Lega sedeva al governo col M5s, mentre l'affermazione in Umbria ha seguito di solo un mese l'insediamento dell'esecutivo Pd-M5s, il voto di domenica - nelle intenzioni del leader leghista - dovrà essere la certificazione della crisi di consensi dell'attuale maggioranza parlamentare.

Giorgia Meloni è esplicita: se il centrodestra dovesse vincere anche questa tornata "chiederò a Mattarella di sciogliere le Camere". Salvini dice sostanzialmente la stessa cosa: "Se vinciamo domenica, lunedì porto l'avviso di sfratto al governo". Che l'automatismo sia questo, è tutto da verificare, ma l'eventuale sconfitta in Emilia Romagna - più che in Calabria che da quando c'è l'elezione diretta del presidente ha visto un'alternanza perfetta tra centrodestra e centrosinistra - problemi alla maggioranza ne creerebbe di sicuro. Tanto che Salvini, nella strategia di accreditare per certa la vittoria, commentava così il passo indietro di Di Maio dalla guida del M5s: "Lunedi ci saranno le dimissioni di qualche altro leader della maggioranza". Ovvero quelle di Zingaretti. Che nonostante si sia sottratto alla logica dello scontro, lasciando il campo al candidato Bonaccini, rischia di pagare lui la sconfitta.

Ma in caso di vittoria di Bonaccini? Salvini ripete che è già un successo giocarsela, "l'ultima volta era finita 65% a 35% per il Pd...", ma certo la sconfitta in Emilia dimostrerebbe che l'avanzata leghista non è inarrestabile e ridarebbe energie a un governo che in attesa del voto ha messo praticamente tutto in stand by. Del resto, pur di vincere in Emilia il leader leghista hagiocato ogni carta possibile: dalla chiusura in piazza a Bibbiano, alla mamma del piccolo Tommy Onofrio invitata sul palco, fino alla famigerata citofonata al ragazzo accusato di essere uno spacciatore. E una sconfitta potrebbe non essere indolore.