Salvini apre la crisi e si candida premier: "Chiedo agli italiani pieni poteri"

"Mi candido premier? Quello sicuro". Lo ha detto Matteo Salvini a margine del comizio a Pescara. "Chiedo agli italiani se ne hanno voglia di darmi pieni poteri per fare quello che abbiamo promesso di fare fino in fondo", ha detto assicurando che "chi sceglie Salvini sa cosa sceglie".  "Intanto andiamo a votare, spero il prima possibile, poi ragioneremo con chi. Sicuramente non vedo ritorni al passato". Così il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, a margine del suo comizio a Pescara, a chi gli chiede se andrà al voto da solo.

Salvini ha poi detto ai cronisti che gli chiedono della possibile data di elezioni anticipate "Prima si fa e meglio è". "Ogni giorno che si perde - aggiunge il leader della Lega - è un giorno che fa male al Paese. Non vorrei che ci fosse qualcuno che vuole andare per le lunghe". E allora, "i parlamentari, se sono al mare o in montagna prendono la macchina, o l'areo, e lunedì sono in Parlamento".

Commentando poi le parole del premier Conte, ovvero che mentre il ministro 'era in spiaggia' il governo invece 'lavorava': "Anche adesso sono in spiaggia. Penso che i risultati come quelli del ministro dell'Interno pochi altri ministeri li possano contare". "Sono contento di quello che abbiamo fatto, sono contento di quello che sono riuscito a fare per l'Italia e gli italiani. Porterò sempre rispetto a Di Maio e a Conte. Mi dispiace per questi insulti, però troppi no".

"Ieri (mercoledi', ndr) no alla Tav - ha aggiunto - come fai a votare contro un'infrastruttura fondamentale per l'Italia, per il Paese, per lo sviluppo, per il futuro, per il progresso. I no alla riforma della giustizia, i no alle autonomie, i no a troppi tagli si tasse, i no alla ricerca del petrolio, i no alla termovalorizzazione dei rifiuti, i no all'assunzione dei precari della scuola. Per un anno abbiamo lavorato bene per il sì e, ripeto, mai riuscirete a farmi dire parola negativa nei confronti di Conte e di Di Maio".

"Andrò in Parlamento a dire quello che ho detto a voi, ho portato pazienza all'infinito ma quanti italiani, quanti imprenditori, quanti lavoratori, quanti precari, quanti artigiani, mi hanno detto 'Salvini, pero' bloccano tutto'. Ho tentato finché ho potuto, mi sarebbe convenuto andare avanti, fregandomene dei no, però troppi no. Il no alla Tav di qualche ora fa (il voto di mercoledi', ndr), secondo me, è stato clamoroso. È stato un no contro il presidente del Consiglio", ha proseguito Salvini parlando ai cronisti che gli chiedevano di commentare il fatto che Conte avesse detto che lo stesso ministro dovrà venire in Parlamento a spiegare il perche' di questa crisi.

 "Non mi interessano le poltrone. Me le hanno offerte, ma non mi interessano. Non so quanti altri partiti al mondo sarebbero disponibili a lasciare sette ministeri, però, se mi rendo conto che il Paese è bloccato, se il governo invece di liberare blocca, ne prendo atto", ha poi concluso rispondendo alla domanda dei cronisti sul perché un rimpasto di governo non sarebbe stata un'alternativa.