Salvini apre uno spiraglio: "Via Conte, poi ragioniamo del resto..."

Federica Fantozzi
·Giornalista
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(Photo: ANSA)
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La mossa a sorpresa di Matteo Salvini arriva quasi casualmente, durante una manifestazione per prolungare il blocco delle cartelle esattoriali: “Al presidente Mattarella diremo no al reincarico a Conte. Quando non ci sarà più lui a Palazzo Chigi ragioneremo di tutto il resto”. E poi: “Se Conte non avrà i numeri, come non li avrà, siamo disponibili a discutere di temi reali. Noi siamo curiosi e pronti a dialogare con tutti”. Affermazioni condite dal refrain del voto “via maestra per tutto il centrodestra”. Ma che in queste ore in cui ogni sillaba passa ai raggi X viene letta nei palazzi romani come uno spiraglio verso il governo di salvezza nazionale. Peraltro confermato dalla capogruppo forzista alla Camera Mariastella Gelmini: “Il centrodestra non è un partito unico, ma nei giorni scorsi anche da parte di Salvini c’è stata un’apertura a un esecutivo di unità nazionale”.

Lo stato maggiore leghista smentisce “ammorbidimenti”. Nessun cambio di linea. Nessuna “svolta giorgettiana”, secondo la dottrina del numero due del partito di Via Bellerio che da tempo predica (inascoltato) le virtù di partecipare a un governo istituzionale sia in termini di credibilità internazionale che di gestione della partita del Recovery Fund. Ma il Capitano è consapevole che Forza Italia, alla fine e nonostante i dinieghi ufficiali, potrebbe raccogliere un appello alla salvezza nazionale finendo per separare i propri destini. Soprattutto se un input in tal senso dovesse venire dal Quirinale, alla cui “saggezza” si sono affidati tutti e tre i partiti del centrodestra discesi dal Colle.

E allora? Giovanni Toti, che da giorni è in pressing per una soluzione istituzionale, oggi ha riunito i suoi parlamentari (tra cui tre preziosi senatori): “Siamo per la maggioranza Urs...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.