Salvini, autogol su Twitter e crollo alle urne: la Lega cambia ancora faccia?

Salvini, autogol su Twitter e crollo alle urne: la Lega cambia ancora faccia?. REUTERS/Massimo Pinca
Salvini, autogol su Twitter e crollo alle urne: la Lega cambia ancora faccia?. REUTERS/Massimo Pinca

Nel lunedì del trionfo del centrodestra alle elezioni c'è una voce che stona. O per essere ancora più precisi, per ore e ore è stata proprio assente: si tratta di quella di Matteo Salvini. Che, non a caso, è comparso su Twitter a pochi minuti dal primo exit poll per congratularsi con la coalizione per la vittoria alle urne, salvo poi eclissarsi. E la sensazione è che la Lega possa andare incontro a una nuova rivoluzione.

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La notte più paradossale della carriera politica di Salvini (al tavolo dei vincitori mentre il suo partito vive un tracollo di proporzioni inattese) era iniziata su Twitter mentre il calendario segnava ancora la data del 25 settembre. L'orologio indicava le 23:14 e il leader del Carroccio scriveva: "Centrodestra in netto vantaggio sia alla Camera che al Senato! Sarà una lunga notte, ma già ora vi voglio dire GRAZIE". Quindi le emoji del cuore e del bicipite che flette. Peccato che le reazioni dei suoi stessi followers siano in buona parte comprese tra il sarcasmo (o addirittura lo sfottò), la delusione e la rabbia più dura.

La verità, infatti, è che la Lega ha visto le proprie percentuali alle elezioni ridursi di quasi la metà rispetto al 2018. Ancora più drammatico il dato se si analizzano le fatidiche Europee 2019, quelle che portarono Salvini allo "strappo del Papeete" e alla conclusione del Governo Conte I. Da quel 34%, infatti, il Carroccio è sceso al di sotto del 9%. Andando quindi a perdere circa tre quarti dei voti percentuali raccolti solo tre anni fa. Con il leader in persona finito sul banco degli imputati per una importante fetta della sua stessa base.

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Proprio su uno dei suoi campi di battaglia preferiti, Twitter, Salvini raccoglie un primo sentore del risentimento nei suoi confronti. Diversi followers gli chiedono apertamente le dimissioni, altri chiedono maggiore spazio per "persone di qualità presenti tra le sue fila". Qualcuno entra ancora più nello specifico: "Ben ti sta, per aver votato tutti i green pass di Draghi, la sospensione dal lavoro senza stipendio per chi non faceva il vaccino cioè gli over 50". Ma ora il rischio vero è che la Lega conti ben poco negli equilibri della maggioranza di Governo che verrà.

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Il primo nome a rischio è quello di Giulia Bongiorno, che Salvini avrebbe voluto come ministro della Giustizia ma che non avrà più il potere di imporre. Ma la verità è che lui stesso è molto meno sicuro di tornare al Viminale come ministro dell'Interno, una circostanza che fino alle fatidiche 23:14 di domenica sera appariva quasi irreale. E anche il nord trema, vista la crescita esponenziale di Fratelli d'Italia che ha addirittura doppiato il Carroccio in Regioni come Veneto e Lombardia. In quest'ultima vacilla anche la candidatura di Attilio Fontana alle prossime elezioni, e in casa Lega sono in tanti a chiedere un "ritorno alle origini". I tempi del partito del "Prima gli italiani" è già messo in discussione da molti e potrebbe avere vita sorprendentemente breve. Soprattutto a fronte dell'asse settentrionale composto dai vari Zaia, Giorgetti e Fedriga.