Salvini: chi non vuole l'autonomia premia ladri e incapaci del Sud

Sulla riforma per l'autonomia differenziata "è un anno che siamo ai tavoli: chi non la vuole premia i politici, i ladri e gli incapaci del Sud che hanno lasciato metà Paese in condizioni di arretratezza dicendo che era sempre colpa degli altri", ha detto, a margine di un evento alla stazione di Rogoredo, il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, per il quale "l'autonomia non toglie niente a nessuno ma punisce chi non amministra bene: chi non vuole l'autonomia difende la pessima politica". 

Il tour estivo che Salvini farà nel Sud d'Italia "era già in programma, lo faccio da sempre, cerco sempre di incontrare sindaci e cittadini, imprenditori e operai in crisi", ha aggiunto il leader della Lega a margine. "Invece di stare a casa - ha proseguito - starò in tour in diverse regioni per ascoltare, sto ascoltando molta gente e mi sto facendo le idee chiare sul fatto che gli italiani vogliono coraggio, chiedono coraggio, non vogliono mezze misure o passettini. Quindi se siamo in grado di offrire riforme coraggiose su giustizia, taglio tasse e infrastrutture, bene, altrimenti il coraggio lo chiederemo agli italiani".

"Il no alla Tav è un voto di sfiducia a Conte"

 La Tav è una "infrastruttura fondamentale" e se il Parlamento dicesse no "sarebbe una sfiducia al premier che ha riconosciuto che costa meno finirla che fermarla", ha proseguito Salvini. "Sarebbe uno schiaffo agli italiani che vogliono treni, porti e aeroporti. Vediamo i voti in Parlamento", ha aggiunto. Per il leader della Lega "ci sono due voti su cui non si scappa: quello sul decreto sicurezza e quello sulla Tav. Li o ci sono i sì o ci sono i no. Non esistono i forse. Ripeto, se ci fosse un no all'Alta Velocità ci sarebbe un grosso problema".

"Il governo se fa le cose va avanti - ha ribadito - siamo qui a inaugurare una stazione più sicura e più bella peò' se poi quando uno va in Parlamento a votare contro un'altra opera importante per l'Italia, come l'alta velocità che ci collega all'Europa, è un atto di sfiducia non a Salvini, non alla Lega ma al Paese". "Sia gli italiani che i piemontesi hanno detto che vogliono più treni, vogliono viaggiare in modo più sicura e veloce, spendendo meno. Chi va in Parlamento votando il contrario vota contro il governo evidentemente", ha concluso, auspicando un sì anche sul decreto sicurezza che "fa bene all'Italia".