##Salvini chiama 6 mila a Bologna per lanciare campagna Borgonzoni

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Bologna, 13 nov. (askanews) - Quota seimila. Matteo Salvini vuole occupare tutto il vecchio Palazzetto dello sport di Bologna per lanciare ufficialmente la campagna elettorale della Lega in vista delle elezioni regionali fissate il 26 gennaio. Per riempire le gradinate del Pala Dozza, domani, l'ex ministro dell'Interno ha avviato da settimane un tam tam che ha coinvolto anche la Lega Lombarda invitata a organizzarsi per tempo con pullman e mezzi propri, a sostegno della candidata Lucia Borgonzoni. Manifesti ovunque, da Piacenza a Cesena, da Modena a Forlì, messaggi radiofonici, spot sui social, con un unico slogan: "Basta Pd! L'Emilia Romagna è di tutti".

Ma seimila è anche la quota che gli "anti-Salvini" sono convinti di raggiungere per riempire la centralissima Piazza Maggiore con migliaia di sardine. Sì, la boutade di quattro amici lanciata sui social quasi per scherzo è diventata subito virale e ha trovato immediatamente il sostegno di associazioni, singoli cittadini ed esponenti del Partito democratico che domani sera si presenteranno con in mano la sagoma di una sardina disegnata su un foglio di carta o un cartoncino. "Seimila è il numero delle persone che può contenere il crescentone (la piazza davanti a San Petronio, ndr) - spiegano i promotori - e seimila è il numero che può contenere il palazzetto dello sport. Salvini non potrà barare". Con questa iniziativa si vuole "dimostrare che i numeri contano più della prepotenza, che la testa viene prima della pancia".

Ma quella ittica non sarà l'unica protesta in programma a Bologna. In serata si sono dati appuntamento alle 18,30 gli anarchici che hanno promosso una biciclettata in piazza Porta Lame, luogo simbolo per la città, dove 75 anni fa i partigiani combatterono contro i nazifascisti. Il Tpo, sigla del più noto centro sociale bolognese, ha invece dato appuntamento ai suoi alle 18 in piazza San Francesco, con l'obiettivo di avvicinarsi il più possibile alla manifestazione della Lega.

Alla vigilia dell'appuntamento di Salvini, lo sfidante Stefano Bonaccini, presidente della Regione, candidato del Pd e del centrosinistra per il secondo mandato, ha incontrato la stampa assieme a 200 sindaci della regione che hanno firmato per sostenere la sua candidatura. "Se vinco starò in Emilia-Romagna. Se perdo starò sempre in Emilia-Romagna - ha detto Bonaccini -. Non credo possa farlo Salvini, che il 27 di gennaio, chiunque vincerà, tornerà a Roma. Come ha fatto in Sardegna e in Basilicata, in Abruzzo e in Umbria. Là non lo vedranno più fino alla prossima campagna elettorale e così sarà anche in Emilia-Romagna dal giorno dopo il voto. Credo che anche la Borgonzoni se non sarà eletta tornerà a Roma, a fare la senatrice".