Salvini contro il giornalista di Report per una domanda su Savoini

matteo-salvini

Si aggiunge un nuovo capitolo al tormentato rapporto tra Matteo Salvini e il mondo dell’informazione. Nella serata di sabato 3 agosto, alla fine del comizio tenutosi per la festa della Lega a Cervia, il ministro dell’Interno Salvini si è infatti scontrato con il giornalista di Report Giorgio Mottola, reo di aver fatto una domanda inerente a Gianluca Savoini e al caso dei fondi russi destinati alla Lega.

Salvini contro giornalista di Report

Chiedendo delucidazioni in merito all’inchiesta sul caso di presunta corruzione internazionale in sarebbe coinvolto Savoini l’inviato di Report ha domandato a Salvini: “Senta ministro, che cosa si è detto con Savoini il 17 ottobre?”. Al ché il leader della Lega ha subito replicato: “Siamo al 3 agosto amico mio, ci sono altre domande?”. Mottola ha quindi risposto che è comunque in corso un’inchiesta per corruzione internazionale ma il ministro dell’Interno non ha voluto sentire ragioni e ha chiuso la conversazione ribadendo: “Lasciamo lavorare i giudici”.

A questo punto l’inviato di Report ha continuato a insistere, dicendo: “Lei su questo argomento [l’inchiesta per corruzione internazionale ndr] ha mentito spudoratamente ministro. Come mai ha mentito? Lei ha detto che non sapeva che Savoini fosse a Mosca”. Una frase quest’ultima che ha indispettito Matteo Salvini tanto da non rispondere più al giornalista: “Sei un maleducato, c’è un’inchiesta in corso lasciamo lavorare i giudici. Hai fatto la tua domanda, basta”.

Il precedente con Valerio Lo Muzio

Non è peraltro la prima volta in questi giorni che Matteo Salvini si trova a dover affrontare domande scomode postegli dai giornalisti. Lo scorso 1 agosto infatti, durante la conferenza stampa tenutasi al Papeete Beach, il ministro dell’Interno aveva avuto un duro scontro con l’inviato de La Repubblica Valerio Lo Muzio in merito al caso della moto d’acqua su cui era salito il figlio 16enne. Anche in quel caso, Salvini non rispose alle domande del giornalista, affermando di non voler utilizzare i bambini per fare polemica politica.