Salvini contro De Magistris: “Peggio lui o la Raggi?”

salvini de magistris

Il leader Lega Matteo Salvini ha attaccato con un post su Facebook il sindaco di Napoli Luigi De Magistris. “Napoli, il sindaco clandestino offre casa ai migranti” ha scritto l’ex ministro dell’Interno in riferimento ad alcune dichiarazioni rilasciate dal primo cittadino partenopeo sul tema dei migranti. “Vogliamo agire in maniera responsabile, accogliere i rifugiati e trattarli con dignità e rispetto” ha dichiarato De Magistris, scatenando le ire del leghista.

Salvini contro De Magistris

Scontro social tra il leader della Lega e il primo cittadino di Napoli. Quest’ultimo, come riportato da diversi quotidiani, avrebbe aperto le porte della città a eventuali migranti bisognosi di sostegno: “Se sono in cerca di una nuova casa, siamo pronti a offrirgliene una nella nostra comunità. Se lo desiderano, possono essere napoletani, palermitani, berlinesi, barcellonesi” ha detto il primo cittadino. Tali dichiarazioni hanno però scatenato le ire del leader del Carroccio, che, ripostando un articolo de Il Mattino scrive su Facebook: “Napoli, il sindaco clandestino offre casa agli immigrati. Peggio lui o la Raggi? Mamma mia...”.

post salvini

“Prima i napoletani”

Sono numerosi i commenti arrivati al post di Salvini e tutti hanno un concetto di fondo comune: “Dalla prima ai napoletani la casa“. “Mi meraviglio dei napoletani, come hanno potuto eleggere una persona del genere?” scrive un utente. I leader della Lega e il sindaco di Napoli, tuttavia, si erano già scontrati in passato sullo stessa tema, in particolare all’epoca del caso della nave Sea Watch, quando De Magistris aveva definito “indegno e criminale lasciare persone e bambini in mezzo al mare con il gelo e la tempesta“.

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    "Sono letteralmente scioccata dai metodi che Conte e la sua cricca utilizzano a Palazzo Chigi. Facciamo chiarezza: 1. Per il 2 giugno abbiamo organizzato una manifestazione come centrodestra non lontano dall'Altare della Patria; 2. Trattandosi della Festa della Repubblica, una ricorrenza che rappresenta tutti gli italiani, abbiamo pensato fosse giusto deporre una corona d'alloro al Milite Ignoto; 3. Abbiamo presentato la richiesta al Ministero competente, che l'ha inoltrata a Palazzo Chigi; 4. Alle 18 di oggi apprendiamo DAI GIORNALI che la richiesta è stata rifiutata. Qualcuno da Palazzo Chigi si è messo a chiamare tutti i giornalisti per raccontare che la richiesta era stata rifiutata perché la deposizione di fiori era considerata irrispettosa del Presidente della Repubblica che già la depone in rappresentanza di tutti; ". Lo scrive su Facebook Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia, pubblicando il testo e gli orari di invio e ricezione della risposta inviata dal Ministero della Difesa in serata. "5. Quando i giornalisti avvertiti hanno cominciato a chiamarci noi non sapevamo nulla perché ancora attendevamo una risposta; 6. La risposta, con il diniego, a noi è arrivata alle 20. Motivazione del no? 'Impossibilità tecnica'. Morale: volevamo solo deporre una corona d'alloro in memoria del Milite Ignoto. Se in quel giorno non era possibile, o non era istituzionalmente rispettoso, bastava dirlo", si legge ancora. "Invece -prosegue- si è pensato che anche questo nostro gesto fosse un'occasione per fare propaganda contro di noi. Perciò lo staff del premier ha passato il pomeriggio a chiamare tutti i giornali per raccontare una versione che serviva a screditarci, senza che nessuno avesse mai parlato della questione con noi. Questi sono i metodi di Palazzo Chigi ai tempi della gestione Conte/Casalino. Nessun rispetto, nessuna lealtà, nessuna regola. Solo l'utilizzo estremo -conclude- delle istituzioni come fossero uno zerbino. Vergogna".

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    Frodi via telefono, attenti al 'vishing'

    Nell’ultimo periodo sono in aumento le denunce da parte di cittadini in relazione ad addebiti non autorizzati sulle proprie carte di credito, in conseguenza di raggiri via telefono noti alla polizia postale con il termine di “Vishing”. A darne notizia è la Polizia Postale e delle Comunicazioni.  La vittima di tali frodi viene contattata telefonicamente da finti operatori bancari o di società emittenti carte di credito, i quali riferendo di presunte “anomalie” nella gestione della carta di credito o del conto corrente avvisano la persona che, nel suo stesso interesse, è necessario attivare fantomatiche “procedure di sicurezza”. I truffatori richiedono quindi alla vittima di leggere a voce alta il “codice di conferma” che, proprio in quel momento, appare via messaggio sul display del telefono. Tale codice, tuttavia, altro non è che il codice autorizzativo di una transazione che in quel momento i truffatori stanno tentando di effettuare via web ai danni dell’ignara vittima. I cyber-criminali infatti, entrati precedentemente in possesso dei dati della carta di credito (numero di carta, data di scadenza e Cvv), necessitano di conoscere tale codice di sicurezza per completare una transazione in corso, e sottrarre così il denaro della vittima.  Questa, credendo in buona fede di aver agito correttamente per mettere in sicurezza il proprio conto o la propria carta di pagamento, si accorge solo successivamente (spesso, al momento della ricezione dell’estratto-conto) che vi sono in realtà movimentazioni in uscita non autorizzate, pari anche a diverse migliaia di euro, per l’acquisto di beni e servizi mai richiesti su piattaforme online. "Si sottolinea ancora una volta l’importanza di non rivelare mai a nessuno, via telefono come via social o via email, i nostri dati più sensibili, le nostre password dispositive, i Pin o i nostri codici di accesso comunque denominati - sottolinea la Polizia Postale e delle Comunicazioni - È opportuno diffidare sempre di fronte a soggetti che richiedono tali dati, presentandosi come operatori di istituzioni pubbliche, importanti aziende o istituti bancari. Utile invece procedere a semplici ed attente verifiche, contattando l’ente coinvolto che potrà confermare i nostri sospetti". Al più presto, in caso di bisogno, è bene rivolgersi alla Polizia Postale e delle Comunicazioni, a disposizione dei cittadini per ricevere denunce e per fornire ogni supporto e chiarimento, attraverso i propri uffici ed i propri canali virtuali (www.commissariatodips.it).

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    Lidia Vella e Sammy Hassan, corteggiatore di Giovanna Abate, hanno avuto un flirt: il motivo della rottura genera caos.

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    De Luca: "Non si comprendono le ragioni di un'apertura generalizzata"

    "Apprendiamo che ci si avvia dalla prossima settimana a una ripresa della mobilità generalizzata tra le regioni. La Campania è da sempre impegnata a tutela dell'unità nazionale. Abbiamo riconfermato la nostra solidarietà incondizionata ai nostri concittadini della Lombardia, e al presidente Fontana rispetto ad aggressioni che nulla hanno a che vedere con un dibattito politico e di merito civile. Noi non abbiamo dimenticato neanche per un attimo, la tragedia immane che ha colpito tanti territori lombardi e tante famiglie. Ciò premesso, riteniamo di dover sottolineare che davvero non si comprende quali siano le ragioni di merito che possono motivare un provvedimento di apertura generalizzata e la non limitazione della mobilità nemmeno per le province ancora interessate pesantemente dal contagio". Lo scrive il governatore della Campania Vincenzo De Luca, sulla pagina Facebook.  Da Toti a Zaia, da Ceriscioli a Toma: reazioni e commenti "Si ha la sensazione - avverte De Luca - che per l'ennesima volta si prendono decisioni non sulla base di criteri semplici e oggettivi ma sulla base di spinte e pressioni di varia natura. Si poteva decidere semplicemente – togliendo i nomi delle Regioni – che i territori nei quali nell'ultimo mese c'era stato un livello di contagi giornalieri superiore a un numero prefissato (200 – 250 - 300...) fossero sottoposti a limitazioni nella mobilità per un altro breve periodo". "Se la mia Regione avesse ancora oggi un livello di contagio elevato, non esiterei a chiedere io, per un dovere di responsabilità nazionale, una limitazione della mobilità per i miei concittadini. Ciò detto, valuteremo le decisioni del governo, se e quando saranno formalizzate".  "Valuteremo le decisioni del governo, se e quando saranno formalizzate. Adotteremo, senza isterie e in modo responsabile, insieme ai protocolli di sicurezza già vigenti, controlli e test rapidi con accresciuta attenzione per prevenire per quanto possibile, il sorgere nella nostra regione di nuovi focolai epidemici".

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    La giovane donna di Vicenza dovrà pagare il risarcimento per aver annullato le nozze a pochi giorni dal matrimonio.

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    Nordcorea, tentano la fuga: giustiziati marito e moglie

    Le autorità nordcoreane hanno giustiziato un uomo e sua moglie per aver tentato di fuggire dal Paese durante la quarantena per l'emergenza per il Covid-19. Lo ha riferito Radio Free Asia, citando fonti interne alla Corea del Nord. La coppia, proveniente dalla provincia di Ryanggang, vicino alla Cina, era stata fermata mentre cercava di scappare con il nipote adolescente attraverso il confine, che è chiuso da gennaio. Non sono stati sottoposti a processo e sono stati immediatamente fucilati, tuttavia il ragazzo ha evitato l’esecuzione in quanto minorenne. “Era una coppia sulla cinquantina e uno studente di 14 anni. Il ragazzo è il figlio del fratello minore della moglie, che era precedentemente fuggito nel Sud. Sono stati catturati dalle guardie di frontiera mentre cercavano di fuggire insieme", ha raccontato la fonte, secondo cui "la coppia è stata torturata dal dipartimento di sicurezza provinciale per confessare di aver tentato la fuga con il nipote dopo essere stati contattati dal fratello della donna, che si trova in Corea del Sud".

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    Omaggio a Milite Ignoto, la lettera a Meloni

    "Gentile Presidente, in esito alla sua richiesta di cui al riferimento, si è avuta cura di sottoporre con immediatezza l'istanza all'Ufficio per il Cerimoniale di Stato e per le Onorificenze della Presidenza del Consiglio dei ministri, normativamente responsabile delle Cerimonie da tenersi in occasione di Feste nazionali". E' quanto si legge nella lettera che il Capo dell'Ufficio del Cerimoniale del ministero della Difesa ha inviato alla presidenza di Fdi, e che Giorgia Meloni pubblica sulla sua pagina Facebook, con evidenziato l'orario di ricezione, le 20, successivo alle notizie che cominciavano a circolare nel pomeriggio, sul diniego alla richiesta del centrodestra di deporre per il 2 giugno una corona al Milite Ignoto. Meloni: "Scioccata da metodi cricca Conte" "In merito -prosegue la lettera- il suddetto ufficio ha fatto pervenire una relazione nella quale indica l'impossibilità tecnica di autorizzare, per la data in esame, una deposizione ulteriore a quella del Presidente della Repubblica". La leader Fdi ha scritto quindi un post in cui si è detta "scioccata" per come la questione è stata trattata dallo staff del premier. "Volevamo solo deporre una corona d'alloro -scrive tra l'altro Meloni nel post- in memoria del Milite Ignoto. Se in quel giorno non era possibile, o non era istituzionalmente rispettoso, bastava dirlo. Invece si è pensato che anche questo nostro gesto fosse un'occasione per fare propaganda contro di noi. Perciò lo staff del premier ha passato il pomeriggio a chiamare tutti i giornali per raccontare una versione che serviva a screditarci, senza che nessuno avesse mai parlato della questione con noi".

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    Omicidio Floyd, autopsia esclude morte per asfissia

    George Floyd non è morto né per asfissia né per strangolamento. E' quanto emerso dai risultati preliminari dell'autopsia condotta sul corpo dell'uomo. Secondo quanto si legge nel referto, "gli effetti combinati dell'essere bloccato dalla polizia, le sue preesistenti condizioni di salute (ipertensione arteriosa e problemi coronarici) e potenziali sostanze tossiche hanno contribuito alla sua morte".  Nel corso dell'arresto, lunedì sera, un agente gli aveva tenuto un ginocchio sul collo per nove minuti, durante i quali l'uomo aveva più volte ripetuto di "non riuscire a respirare", prima di morire. La famiglia di George Floyd contesta l'esito dell'autopsia condotta sull'uomo e chiede che venga condotto un secondo esame, indipendente. La famiglia dell'afroamericano morto lunedì sera si è rivolta al medico legale Michael Baden perché conduca una seconda autopsia. "La famiglia non si fida di nulla che arriva dal dipartimento di polizia di Minneapolis - ha detto il legale Ben Crump - La verità l'abbiamo già vista". "Non respiro": polizia lo blocca, afroamericano muore

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