Salvini: diminuiremo tasse fino al 15%, no 3% deficit/Pil a tutti costi

Il leader della Lega Matteo Salvini. REUTERS/Stefano Rellandini

ROMA (Reuters) - Il leader della Lega Matteo Salvini ha rilanciato oggi da Strasburgo l'idea della flat tax, insistendo sulla riduzione al 15%, cioè oltre il 23% proposto da Silvio Berlusconi.

Il leader leghista, che oggi guida il primo partito del centrodestra, ha ribadito che non ritiene la regola europea del 3% al rapporto deficit/Pil un limite insuperabile, soprattutto se rispettarla dovesse far scattare le clausole di salvaguardia per evitare l'aumento dell'Iva.

Salvini ha detto anche che ritiene l'euro una moneta "sbagliata", anche se ha escluso una "uscita improvvisa" dell'Italia.

"Diminuiremo le tasse in Italia fino a portarle al 15% con la flat tax, che è già regola in sette paesi dell'Unione Europea", ha detto Salvini durante una conferenza stampa congiunta con gli esponenti dell'Enf, il gruppo di destra del Parlamento Europeo.

La Lega ha superato per consensi Forza Italia ed è il primo partito del centrodestra dopo le elezioni del 4 marzo scorso, anche se la coalizione al momento non ha i numeri per formare da sola un governo.

"Stiamo lavorando a un programma di governo per i prossimi cinque anni da proporre non ai partiti ma al Parlamento... Se ci sarà una maggioranza mi renderò onere e onore di andare al governo per cinque anni. Se no, non ho smania di governare".

Salvini ha detto che chi sosterrà il suo governo nel primo anno dovrà impegnarsi, oltre che a far approvare la flat tax, anche ad abolire la legge Fornero sulle pensioni e a sostenere provvedimenti sull'immigrazione, per l'espulsione dei migranti economici. Ha escluso comunque un governo con il Pd dell'ex leader del Pd Matteo Renzi, e ha detto di non temere un eventuale ritorno rapido alle urne.

Il leader della Lega, rispondendo a una domanda, ha anche detto che intende rispettare il tetto del 3% del rapporto deficit/Pil solo se ciò non rappresenterà un problema per i conti italiani: "Se saremo in grado di rispettarlo, ma se devo trovare 31 miliardi di euro per evitare l'aumento dell'Iva e delle accise, allora no, contratteremo con Bruxelles".

"L'euro è rimane una moneta sbagliata non c'è un'uscita solitaria improvvisa e impossibile... i nostri esperti lavorano a un piano B, lo faremo solo se da Bruxelles arriveranno solo dei no", ha detto ancora Salvini, senza fornire dettagli specifichi.

Il leader ha anche parlato di una riforma costituzionale nel corso della legislatura, dato che la Costituzione italiana oggi non prevede il voto degli elettori sui trattati internazionali e sui temi economici.

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