Salvini e Conte sui due fronti della barricata del nucleare: "Draghi dica con chi sta?"

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- (Photo: ansa - getty)
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Salvini e Conte sui due fronti della barricata del nucleare: “Draghi dica con chi sta?”. Uno a favore, l’altro contro: entrambi sollecitano il governo ad una presa di posizione dopo la proposta avanzata da Bruxelles di inserire il nucleare e il gas naturale in una lista di attività economiche considerate sostenibili dal punto di vista ambientale.

“Nel report di Bank of America sul caro energia (luce e gas) nel 2021-2022, gli italiani sono fra quelli che subiranno la stangata peggiore, quasi 1.000 euro in più a famiglia, con i rincari più alti in Europa nel 2022. Il governo deve intervenire subito e con più miliardi, e occorre subito investire di più sul gas e sulla ricerca sul nucleare pulito e di ultima generazione. Non possiamo permetterci i No ideologici di Letta e di certa sinistra”, dice il leader della Lega Matteo Salvini.

Le parole di Salvini giungono all’indomani della presa di posizione del segretario del Pd, Enrico Letta, a proposito della proposta avanzata da Bruxelles. “Non ci piace la bozza di tassonomia verde che la Commissione Ue sta facendo circolare. L’inclusione del nucleare è per noi radicalmente sbagliata. E il gas non è il futuro, è solo da considerare in logica di pura transizione verso le vere energie rinnovabili”, ha twittato ieri Letta.

Salvini prosegue parlando di un “asse PD-5Stelle per frenare lo sviluppo del Paese e far pagare agli Italiani le bollette più care d’Europa. I reattori attivi nel mondo sono ormai ben 542, oltre 100 solo in Europa, oltre 50 solo in Francia” e poi, incalzando il governo”, dice: “Draghi con chi sta? Col passato o col futuro?”.

A sottolineare la propria opinione in merito al nucleare in queste ore anche il presidente del M5s Giuseppe Conte. “Il Movimento 5 Stelle, già ad agosto, ha depositato al Senato e poi alla Camera una mozione dell’intero gruppo per non includere gas e nucleare tra le attività considerate eco-compatibili e quindi da incentivare in base al regolamento Ue sulla tassonomia. Nucleare e gas, in prospettiva, non aiutano l’Europa né sulla strada dell’indipendenza né su quella della stabilità dei costi”, ha scritto Conte su Facebook. E ancora: “Il governo italiano ne prenda atto e faccia sentire forte e chiara la propria voce, la nostra voce in Europa. Noi non cambieremo certo posizione, né abbasseremo il tono delle nostre pretese”.

Conte prosegue: “Lo abbiamo detto con chiarezza, lo abbiamo scritto da mesi nero su bianco: il nucleare e il gas non fanno parte di quel futuro di cambiamento, sostenibilità e tutela ambientale che va incentivato con i soldi dei cittadini, con il denaro pubblico”.

“Nucleare e gas, in prospettiva, non aiutano l’Europa né sulla strada dell’indipendenza né su quella della stabilità dei costi: non parliamo di temi astratti, ma di questioni centrali che pesano sulle tasche dei cittadini e delle imprese, come ci ricorda il carobollette. Anche il fattore tempo va a sfavore di gas e nucleare: la costruzione delle relative centrali richiederebbe tempi decisamente più lunghi di quelli necessari a implementare e a garantire eguale supporto energetico da fonti rinnovabili. In particolare per il nucleare, occorre aggiungere anche i tempi che intercorrono dalla ricerca pura alla tecnologia applicata”, sottolinea il presidente pentastellato.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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