Salvini e il “No tax day”, a dicembre Lega in piazza contro il governo

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Non sembra conoscere pause l’agenda di Matteo Salvini, che nel pomeriggio del 23 novembre ha annunciato il prossimo appuntamento nazionale del “No tax day” per protestare contro l’ingente numero di tasse inserite dal governo nell’ultima manovra finanziaria. Il leader della Lega ha reso pubblico l’evento durante una diretta social in cui anticipa la presenza della Lega nelle piazze di tutta Italia per il prossimo 14 dicembre.

Salvini in piazza al “No tax day”

Nella diretta andata in onda nel pomeriggio di sabato 23, Salvini presenta l’evento contro la manovra dell’esecutivo ponendolo in netta contrapposizione con le recenti manifestazione delle sardine avvenute in diverse città del nostro Paese: “La Lega sarà in piazza in tutta Italia, in tutte le regione italiane sabato 14 dicembre. Mentre ci sono pesciolini e pescioloni che gridano al fascismo e al razzismo noi ci occupiamo di tasse, di lavoro, di crescita, di giovani, di futuro, quindi No tax day con le proposte della Lega, con i nostri sindaci, i nostri governatori e i nostri parlamentari”.

Salvini anticipa inoltre la sua presenza all’evento di Milano, precisando la natura costruttiva e propositiva dell’evento leghista anti governativo: “Io sarò a Milano con proposte, agli altri lasciamo le piazze contro, gli insulti e la cacce al fascismo”. Nella prima parte della diretta infatti, il leader della Lega ha lanciato un duro attacco contro le tasse all’interno della manovra che andranno a colpire una categoria sempre storicamente difesa dai partiti del centrodestra: gli automobilisti.

La critica al Mes

Terminata la presentazione del “No tax day”, l’ex ministro dell’Interno si è scagliato contro il cosiddetto Meccanismo Europeo di Stabilità (meglio noto come Mes), accusando velatamente il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte di aver dato il suo assenso alla manovra solo per mantenere il posto di Primo Ministro giocando sulla pelle dei cittadini: “Sarebbe un danno per milioni di risparmiatori italiani, per l’intero sistema economico e bancario italiano. Quindi se qualcuno ha dato l’ok senza il parere del governo, del Parlamento e degli italiani ne pagherà le conseguenze”.