Salvini e il rosario, condanna dei cattolici

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"Pregheremo per Salvini, perché faccia il ministro secondo la sua coscienza ma non ci coinvolga in posizioni che sono anticristiane e antimariane". E' quanto afferma monsignor Luigi Bettazzi vescovo emerito di Ivrea e già presidente di Pax Christi in una lettera aperta dedicata all'episodio che ha visto il leader della Lega e ministro dell'Interno Matteo Salvini baciare un rosario e invocare la Madonna durante un comizio elettorale in vista delle elezioni europee. Per Bettazzi, "quel che è triste è pensare che se Salvini lo fa e lo ripete è perché sa che gli rende, anche elettoralmente. Ed è vero che, fin dai tempi di Adamo, cerchiamo spesso chi possa giustificare anche religiosamente le nostre chiusure e i nostri egoismi, magari fischiando il Papa perché si richiama troppo al Vangelo. Dopo le ripetute ostentazioni religiose del ministro Salvini, dal Vangelo al Rosario, avevo pensato di scrivergli una lettera aperta, secondo la mia antica usanza - confessa Bettazzi - Ma poi erano intervenuti tutti, da 'Avvenire' a Enzo Bianchi, la Cei e perfino il cardinale segretario di Stato vaticano Pietro Parolin e mi sembrava che sarebbe stata anche la mia un’ostentazione ormai superflua...". Eppure, aggiunge il vescovo, "è ovvio che gli interventi autorevoli mantengono una certa dignità; mentre ho pensato che troppi cristiani sono davvero scandalizzati che si usi quanto c’è di più immediato nel Cristianesimo, per fare propaganda elettorale". Osserva Bettazzi: "Se il ministro dell'Interno si gloria di avere, chiudendo i porti, diminuito il numero degli immigrati (ma cosa ha fatto per farli restare nel loro Paese o per liberarli dai feroci campi di concentramento della Libia?) e se, dimenticando i principi umanitari di assistenza ai disperati, sventola il suo Cristianesimo, non può dimenticare che Gesù nel Vangelo dichiara 'maledetto' chi non accoglie lo straniero e che la Madonna cui è rivolto il Rosario ci ricorda che Dio rovescia i potenti dai troni e innalza gli umili".

"L'uso strumentale di simboli religiosi è pericoloso, ha ragione il cardinale Parolin: Dio è di tutti, molto pericoloso invocarlo per sé. Salvini lo sventola sempre da un palco a pochi giorni dalle elezioni, ma poi lo ha mai recitato un rosario? Sa almeno come si fa? Perché se è solo una piazzata priva di sostanza, sappia che i cattolici sono allergici a questi eccessi di marketing sfacciato". Lo dice Mario Adinolfi, presidente nazionale del Popolo della Famiglia e capolista alle europee per la circoscrizione Italia Centrale nella lista Popolo della Famiglia-Ap, commentando le parole del Segretario di Stato vaticano. "Ha ragione Parolin, Dio è di tutti, invocarlo per sé è pericoloso. I fischi di piazza Duomo a Papa Francesco poi rimangono: sono gravi e gravemente irrispettosi. Spiegano una volta per tutte quanto il voto alla Lega sia incompatibile domenica 26 maggio con la frequentazione della Santa Messa. C’è una ineliminabile componente anticattolica nel leghismo che nessuna citazione a caso di santi o precedenti Papi può riuscire a coprire, restano sempre gli adoratori del dio Po e mascherarsi da cattolici tradizionalisti somiglia tanto a una carnevalata in cui indossare una volta il costume di Zorro, l’altra quello di Sandokan. Ma con la fede profonda di milioni di italiani che amano il Papa non si gioca e non si scherza. Legittimo contestarlo, ma poi -osserva Adinolfi- non si va dai cattolici a chiedere i voti. Salvini anche stavolta è stato mal consigliato da qualche ghost writer poco accorto. Davvero forse ora gli servirebbe fermarsi un attimo e recitare il primo rosario della sua vita. Se me lo chiede gli spiego come si fa". 

"Non commento le parole dei cardinali o di Di Maio. Sono l'ultimo dei buoni cristiani, sono divorziato e peccatore, dico le parolacce, vado a messa tre volte all'anno ma difendo la nostra storia e difendo l'esistenza delle scuole cattoliche, del volontariato, dell'associazionismo". E' quanto ha detto in tarda serata Matteo Salvini in collegamento con 'Non è l'Arena' su La7, riferendosi alle dichiarazioni del Segretario di Stato vaticano Pietro Parolin. "Se invoco la protezione di Maria dà fastidio a qualcuno? Chiedo la protezione di Dio per i nostri giovani, i nostri figli perché Europa ci sta preparando un futuro di disoccupazione e precarietà", conclude.