Salvini e Meloni si sono messi il muso

Alessandro De Angelis
·ViceDirettore
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Agf (Photo: Agf)
Agf (Photo: Agf)

Gli inguaribili ottimisti, quelli che “l’importante è vincere”, si consolano col vecchio refrain che, in fondo, è sempre stato così, sin dai tempi di Monti fino al Conte 1. E cioè che, quando si arriva al dunque, con un occhio ai sondaggi e uno al potere da spartirsi, il centrodestra, che pure ha marciato diviso, come d’incanto si unisce senza tanti sofismi. E che così accadrà stavolta anche se ci sono, nell’ambito della coalizione che fu o che è, tre posizioni diverse e competitive sulle riaperture, tre su Draghi - quella di lotta della Meloni, quella di governo di Forza Italia, quella di lotta e di governo di Salvini - mentre sulle prossime amministrative, che valgono come un’elezione politica, ognuno recita a soggetto. Chissà. Perché le novità, da quelle parti, non sono banali.

Salvini, ad esempio, ha deciso che è arrivata l’ora di esplicitare, e di personalizzare, una polemica finora rimasta sulle cose - aperture, chiusure, coprifuoco – dove l’uno chiedeva una cosa, l’altra chiedeva di più ma senza incrociare le lame direttamente. E, a freddo, se l’è presa con chi, come “la Meloni ha deciso di star fuori a protestare invece che a sporcarsi le mani”. Parole che non hanno certo favorito, anzi, una ripresa dei contatti che, tra alleati, è fisiologica anche nei momenti di tensione. Insomma, i due non si parlano, né al momento hanno in programma di farlo né c’è il classico lavorio delle solite diplomazie, perché, la politica è anche questo, si è acuito un elemento di fastidio anche personale. Destinato a rimanere tale se, come spiegano dalle parti di Salvini, “il fair play è finito e Matteo ha deciso di reagire”. Gli episodi, per ricostruire questa freddezza, sono buoni per un romanzo perché, insomma, signora mi...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.