Salvini e Speranza, pari e patta sulle riaperture

Gabriella Cerami
·Politics reporter, L'Huffington post
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Speranza/Salvini (Photo: Ansa)
Speranza/Salvini (Photo: Ansa)

Ritornano le zone gialle. Prima del previsto. Sotto la pressione dei presidenti di Regione e della Lega qualcosa Mario Draghi ha dovuto cedere assumendosi un “rischio ragionato”. La fascia di colore più bassa, per contenere il contagio Covid, sarebbe dovuta rimanere in stand-by per tutto il mese di aprile e invece negli ultimi cinque giorni, a partire dal 26, i territori i cui dati epidemiologici lo permetteranno potranno avere un vero allentamento delle misure. Si è deciso di aprire i ristoranti la sera, oltreché a pranzo, purché all’aperto. Sarà consentita inoltre l’apertura dei teatri e dei cinema, anche in questo caso all’aperto. Mentre al chiuso gli spettacoli saranno consentiti con i limiti di capienza fissati per le sale dai protocolli anti contagio. Infine nelle zone gialle e arancione gli studenti di ogni ordine e grado torneranno a scuola.

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La decisione è frutto di una lunga riunione della cabina di regia durante la quale, per tre ore, il premier Draghi ha discusso con i capi delegazione dei partiti di maggioranza e con gli scienziati Locatelli e Brusaferro. Raggiungere un accordo non è stato facile. Il partito di Matteo Salvini, rappresentato da Giancarlo Giorgetti, avrebbe voluto ottenere ancora di più, come l’apertura dei ristoranti anche al chiuso e soprattutto dal 20 aprile. Mentre il ministro della Salute avrebbe preferito rimandare le zone gialle a maggio, come previsto dall’ultimo decreto. “La Lega fuori dal governo avrebbe significato che oggi sarebbe passata la linea di Speranza”, dice Salvini: “Oggi qualcuno ha provato ad insistere, chiedendo che di riaperture se ne parlasse più avanti. Dove il calo di contagio lo permette, bisogna tornare ad una vita prudente, ma normale”.

Lo stesso premier ammette che la trattativa è iniziata con “diversità di vedute su alcuni aspetti” anche se poi la d...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.