Matteo Salvini: "È una fregatura, è un super Mes"

Federica Fantozzi
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Matteo Salvini posiziona la Lega come “cane da guardia” dell’accordo sul Recovery Fund e “santo protettore” degli italiani per evitare “lacrime e sangue, sacrifici, nuove tasse come la patrimoniale su casa e risparmi, tagli alla sanità e chiusure di ospedali, il ritorno alla gabbia della legge Fornero sulle pensioni”. Passata l’”eurosbornia” del governo, l’intesa raggiunta nel cuore della notte si rivelerà secondo il leader del Carroccio “una fregatura”, un “super-Mes”, non un regalo bensì “un prestito a precise condizioni che in Grecia erano scelte dalla Troika e qui dalla Commissione Europea”, i cui soldi arriveranno peraltro solo nel 2021. E loro, come ripete tre volte, “vigileranno”.

In una tempestiva conferenza stampa a Montecitorio, con a fianco il fidato Alberto Bagnai, Salvini prova a intestarsi la prima reazione ufficiale del centrodestra allo storico vertice europeo. Promettendo “le barricate dentro e fuori il Parlamento” per difendere la sua riforma pensionistica “quota 100” - nel mirino dei “frugali” ma anche di Bruxelles – e annunciando che il primo obiettivo “di equità sociale” della Lega di nuovo al governo sarà arrivare a “quota 41”. Oltre a impegnarsi a sostenere lo sciopero fiscale se i commercialisti sul piede di guerra dovessero dichiararlo.

Alto tasso di propaganda, ma Salvini mantiene compatto il fronte del centrodestra: dal premier Conte andranno tutti insieme, e lui comprende le posizioni di Forza Italia, quegli alleati che “la Commissione l’hanno votata e che ora sono contenti di averle delegato il futuro degli italiani”. La Lega a Conte chiederà la flat tax – sgradita all’Europa – e l’azzeramento del codice degli appalti, “su cui Conte, Di Maio e Zingaretti sono anti-europei, non io”.

Il resto sono purissimi cavalli di battaglia salviniani: il problema non è tanto il futuro – gioca sul nome Next Generation – ma il presente, la burocrazia e le tasse su imprese e partite Iva. “Gli eurofelici da Marte tornino sulla terra, gli italiani hanno problemi adesso e non nel 2023”. Racconta che i “frugali” stanno festeggiando, tutti contenti, altro che piegati dall’asse Merkel-Macron. Avvisa che comunque i miliardi in arrivo potrebbero fermarsi a metà strada a causa della clausola sul rispetto dello Stato di diritto: “Quando la Lega tornerà al governo e bloccherà i porti, al primo barcone fermato a Bruxelles alzeranno il ditino e diranno che siamo brutti e cattivi”. Niente plastic tax che “farebbe saltare 20mila posti di lavoro”. Guai a chi vuole fare tornare l’austerity. L’estensione dello stato di emergenza? “Sarebbe truffa aggravata”. Finale muscolare, quando gli chiedono se la posizione troppo sovranista non potrebbe ostacolarlo nell’eventuale ritorno a Palazzo Chigi: “Non dirò mezze bugie per mezza chance in più”. In realtà, anche nel centrodestra, la vera partita comincia adesso.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.