Salvini: "Voto strada maestra ma pronti a ripartire"

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"Oggi la via maestra non possono essere giochini di palazzo, manovre di palazzo, governi contro; sono e dovrebbero essere le elezioni" ma "se qualcuno mi dice 'ragioniamo perché dei no diventano sì, miglioriamo la squadra, miglioriamo il programma, diamoci un obiettivo non contro ma per...". Dopo le consultazioni al Quirinale con il Capo dello Stato, il leader della Lega, Matteo Salvini, ribadisce alla stampa la sua soluzione per uscire dalla crisi: il ritorno alle urne. Ma lascia comunque aperta la porta ai suoi ex alleati di governo.  

"Io ho sempre detto che sono un uomo concreto, non porto rancore, guardo avanti e mai indietro - ha spiegato -. Un governo fermo tiene fermo il Paese. Se si vuole far ripartire il governo e far ripartire il paese, noi ci siamo senza pregiudiziali. Mi auguro che nessuno, mentre noi ragioniamo di progetti, soprattutto in casa di qualche partito di opposizione di sinistra stia ragionando su posti e poltrone". "La via maestra secondo noi è il popolo. Nessuno dovrebbe avere paura del giudizio del popolo" ha sottolineato ancora Salvini, che alle 16 è salito al Colle accompagnato dai capigruppo del Carroccio di Senato e Camera, Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari. 

Parlando della Lega, "sono contento di rappresentare una forza politica compatta che ha preso e prenderà decisioni nell'interesse del Paese e non per interesse personale - ha aggiunto il numero uno del Carroccio, che sull'alleanza tra dem e grillini è tranchant: "L'ho detto al Presidente della Repubblica: un accordo contro, per tirare a campare, Pd-Cinquestelle è la vecchia politica. L'unico collante di un eventuale governo Pd-Cinquestelle, che sarebbe irrispettoso di tutte le ultime elezioni fatte in Italia, sarebbe il contro".  

Salvini ha precisato poi che l"a voglia di chiarezza ad agosto non era un mio capriccio" e he ora "l'Italia non può permettersi di perdere tempo, non può avere un governo che litiga, con posizioni distanti". "Per questo - ha sottolineato - abbiamo ribadito che i troppi no hanno portato allo stop di questa esperienza". Il leader della Lega ha poi affermato che "il Presidente della Repubblica ha e avrà tutti gli elementi per scegliere al meglio nel nome del popolo italiano". 

"L'unica cosa che sarebbe irrispettosa è veder rientrare dalla finestra quei Renzi, quelle Boschi, quei Casini, quelle Boldrini a far parte di un governo che gli italiani hanno ripetutamente cacciato dalla porta principale" ha spiegato il segretario della Lega. 

Quanto all'ipotesi di abolire totalmente i due decreti sicurezza - una delle tre condizioni 'non negoziabili' della trattativa Pd-5 Stelle che il segretario dem Nicola Zingaretti avrebbe posto durante il colloquio al Colle, Salvini ha commentato: "Ho letto che qualcuno vorrebbe cancellare i decreti sicurezza, magari riaprire i porti. Non ci sto. Ho letto che qualcuno vuole tornare indietro su 'quota 100': no".  

"Qualcuno pensa davvero di fare un governo Pd-Cinquestelle per cancellare 'quota 100', i decreti sicurezza, fare una riforma del sistema bancario a quattro mani con la Boschi, parlare della riforma del diritto di famiglia magari facendo un Consiglio dei ministri a Bibbiano? - ha poi aggiunto -. Cancellare dall'agenda politica il taglio dei parlamentari che noi abbiamo votato non per una, ma per due, tre volte e che saremmo disponibili a votare per la quarta e ultima volta?".