Salvini incontra Governatori, campagna elettorale ricompatta Lega

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Roma, 22 lug. (askanews) - Il dissenso sulla fiducia al governo Draghi - se c'è stato - è ormai archiviato, la campagna elettorale non consente distinguo e mette il silenziatore alle già flebili voci critiche. La Lega mostra dunque "compattezza", per usare le espressioni della comunicazione del Carroccio, in tutte le sue componenti: i gruppi parlamentari che hanno deciso di non votare la fiducia, ma anche i governatori che voci interne volevano invece a favore della prosecuzione dell'esecutivo.

Dopo aver incontrato ieri la delegazione al governo e gli europarlamentari, il segretario Salvini ha visto in videoconferenza proprio Fedriga, Fontana, Fugatti, Solinas, Tesei e Zaia. Al termine, una nota sottolinea appunto la "compattezza" del Carroccio, dopo "la follia dei 5Stelle e le provocazioni del Pd che hanno fatto saltare il Draghi bis proposto dal centrodestra di governo". E il segretario Una versione che viene avallata da Luca Zaia, indicato dai retroscena come il principale sostenitore della linea governista, in una dichiarazione qualche ora dopo: "Tra 60 giorni avremo un nuovo Parlamento con un nuovo Governo e queste elezioni saranno sanificatorie, perché daranno il Paese in mano ad una forza di governo che spero sia assolutamente rappresentativa e possa portare stabilità a questo Paese". Per poi aggiungere: "È innegabile l'outstanding del Presidente Draghi però la Lega, il mio partito, ha fatto delle proposte: ha proposto la questione di non avere più il M5S. Ricordo che noi il 14 luglio abbiamo votato il Decreto Aiuti con 10 miliardi di aiuti per i cittadini, quindi la fiducia noi l'abbiam votata".

Per suggellare questa "compattezza", allora, uno dei temi forti della campagna elettorale sarà propria l'autonomia differenziata, e oltre a questo ai presidenti di regione Salvini chiede di indicare "spunti utili" per la campagna elettorale, che vedrà "grande attenzione per economia, sburocratizzazione, infrastrutture, energia, sviluppo e tasse". Temi che Salvini come suo solito proporrà in comizi e feste del partito per tutta l'Italia (si parte già domani sera a Domodossola) fino al gran finale a Pontida, confermata per il 18, la domenica prima delle elezioni. Sui social intanto è già ripartita la campagna su immigrazione e sicurezza.

Ma se il fronte interno è ormai ricompattato grazie ai tempi strettissimi della campagna elettorale, per Salvini c'è da sistemare i rapporti con gli alleati. Oggi il segretario leghista ha dovuto incassare prima il no di Silvio Berlusconi alla lista unica, forse l'unica speranza per superare Fratelli d'Italia nella competizione interna; e poi la notizia dell'incontro tra il Cavaliere e Giorgia Meloni, che hanno "convocato" un vertice per la primma settimana, certo "anche d'accordo con Matteo Salvini".

Non un buon viatico per la vera battaglia interna alla coalizione che si dovrà combattere a breve, quella per la suddivisione delle candidature nei collegi uninominali, decisive per stabilire gli equilibri interni nel prossimo Parlamento. FdI ovviamente vuole far pesare gli ultimi sondaggi, la Lega e Fi vogliono si tenga conto anche dei risultati delle ultime tornate. Partita decisiva anche in funzione dell'altra questione aperta, quella della premiership.

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